Ieva e l’Ama: “Serviva un confronto e c’è stato”

L’assessore all’Ambiente del Decimo Municipio Alessandro Ieva ha annunciato di aver avuto un incontro chiarificatore con l’amministratore unico della municipalizzata
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“Dovevo alzare ulteriormente il livello di attenzione su AMA perché qualcosa non mi tornava. Avevo bisogno di un confronto con l’Amministratore Unico della municipalizzata senza intermediari, un confronto diretto e schietto. Questo è avvenuto venerdì della scorsa settimana con sopralluoghi di diverse ore effettuati insieme sul territorio e che hanno rimesso in moto le attività che sono riscontrabili in questi giorni. Devo ringraziare per questo l’Amministratore Unico di Ama Stefano Zaghis per la disponibilità dimostrata”.

Il vice Presidente ed Assessore all’Ambiente, Sicurezza e Territorio Alessandro Ieva interviene così in merito alle polemiche suscitate a seguito delle sue affermazioni dei giorni scorsi.

“La mia parola conta di più di quanto qualcuno possa pensare – aggiunge Ieva – nessuno è titolato a metterla in discussione come è accaduto proprio con l’ultimo comunicato di Ama o da parte di qualche povero sciacallo. I numeri sono freddi e non possono essere mistificati. I rifiuti restano a terra se non hai sbocchi per i processi di lavorazione e conferimento in discarica o perché non hai personale che li raccoglie. Sotto Covid si è verificata la seconda condizione soprattutto in fase 2, mentre in fase 1 la situazione era normale perché non c’erano zozzoni che gettavano rifiuti in giro”.

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“Con una flotta da rinnovare e senza nuove assunzioni, difficilmente una Azienda di 7.800 dipendenti di cui oltre 2.000 con L104 può fornire servizi regolari ed efficienti.
È inutile girarci troppo intorno, con questo numero di operatori o assumi o ottimizzi i servizi sapendo che non saranno mai sufficienti per una città di 3.000.000 di cittadini, che possono arrivare anche a 5.000.000 per il turismo. Roma non è paragonabile a nessun’altra città d’Italia”.

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“Quando decidi di fare il PAP devi mettere in conto che il rapporto del servizio è di 4 a 1 rispetto alla raccolta stradale, quindi, per far funzionare un servizio che prima facevi con un mezzo e un conducente oggi ti occorrono 4 operatori e il mezzo”.

Ama, Ieva: “Vorrei aumentare la differenziata, ma…”

“Sono il primo a voler aumentare la raccolta differenziata nei numeri che impone l’Europa ed estenderla a tutto il territorio nazionale, ma se dovessi governare un’Azienda di pubblici servizi farei i conti sulla mia capacità di erogare servizi e non su ciò che non ho.
È come avere una Ferrari ma senza i soldi per il carburante, resta solo una bella Ferrari da mostrare.

In queste condizioni, una raccolta differenziata di prossimità con cassonetti intelligenti sarebbe il giusto compromesso con l’obiettivo di assumere nuovo personale, rinnovare il parco mezzi, contrastare l’evasione Ta.Ri. e quindi lavorare per una raccolta differenziata spinta.

Il Municipio X si è sempre retto su certi equilibri e difficilmente è andato in sofferenza nella raccolta rifiuti. Ostia e l’entroterra hanno criticità diverse sia per la loro conformazione urbanistica sia per il tipo di servizio di raccolta. In questo periodo ad Ostia è mancata la raccolta delle foglie, la pulizia delle strade e dei marciapiedi, mentre lo svuotamento dei cassonetti è funzionato regolarmente come per il progetto Pronto Mare sul litorale Romano.

Purtroppo a queste criticità si aggiungono i delinquenti che incendiano i cassonetti che, oltre a creare un danno ambientale, costringono l’Amministrazione a spendere i soldi dei cittadini per la procedura di bonifica e sostituzione degli stessi che oggi più che mai non servono in plastica ma in ferro”.

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“L’entroterra, servita completamente dal Porta a Porta, invece ha subito disservizi nei ritiri con il salto della raccolta delle varie frazioni, soprattutto dell’organico. Sono cresciuti inoltre i tempi di rimozione dei rifiuti attorno alle campane per la raccolta del vetro e degli indumenti, dello spazzamento e diserbo di strade e marciapiedi. C’è comunque da tenere conto che le utenze fantasma incidono negativamente sulla qualità del servizio.

Non è poi così difficile capire – conclude Ieva – che senza personale e una flotta ancora da modernizzare, soprattutto nel periodo di Covid, non riesci ad erogare regolarmente i servizi. Un concetto semplice che a qualcuno dovrò spiegare con un disegnino, soprattutto a quei politici che non sarebbero in grado nemmeno di amministrare un condominio, figuriamoci una città come Roma”.

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