Decimo Municipio: il punto sul piano freddo 2020

Il consiglio municipale ha approvato il piano per affrontare l’emergenza freddo lo scorso ottobre, ma sembra ancora tutto fermo
Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su linkedin
Condividi su whatsapp
Condividi su telegram
Condividi su pinterest
Condividi su email
Loading the player...

Nei prossimi giorni le temperature sono destinate a calare e il freddo ad Ostia comincia a far paura. Nel Decimo Municipio il piano per affrontare l’emergenza è stato approvato lo scorso ottobre, con una previsione di inizio per il 20 dicembre 2019, ma è ancora tutto fermo e purtroppo è già stata registrata la prima vittima per ipotermia. Si chiamava Olga, era di origine Ucraina e aveva 61 anni. E’ morta sola per strada qualche giorno fa.

La prima vittima a causa del freddo

“Purtroppo quando siamo andati a trovare Olga il 31 dicembre l’abbiamo trovata deceduta nella sua roulotte. – ha dichiarato Stefano Natali della comunità di Sant’Egidio di Ostia. – Il medico dell’ambulanza ci ha detto che è morta per ipotermia. Una donna che abbiamo conosciuto negli anni e alla quale ci legava una grande amicizia. La strada purtroppo è un luogo che segna profondamente le persone.  – prosegue – Noi abbiamo fatto appello alla gente di Ostia per portare coperte e indumenti pesanti. Ci alterniamo insieme alla Croce Rossa, alla Caritas e alle parrocchie di Ostia e di Acilia nell’andare a portare generi alimentari e coperte per evitare che ci siano decessi”. – ha concluso Natali.

Il punto sul piano freddo 2020

“Per quanto riguarda il Piano Freddo siamo ancora a livello zero. – ha fatto sapere il consigliere del Decimo Municipio, Franco De Donno – nonostante da settembre abbiamo cominciato nella commissione sociale e nella consulta del volontariato a indicare il percorso per affrontare l’emergenza freddo. A ottobre il consiglio municipale ha deliberato l’avvio del piano e la giunta ha approvato il progetto, indicando come luogo Piazza Capelvenere. Il tutto – prosegue – muovendoci in anticipo vista l’esperienza degli anni passati e nella speranza di riuscire a superare gli ormai atavici intoppi burocratici. Ho presentato un’interrogazione alla presidente Giuliana Di Pillo e all’assessore competente, in cui chiedo i motivi dei ritardi e la data in cui si possa iniziare. Intanto – conclude – fortunatamente c’è una grande rete di solidarietà e di volontariato che sta tentando di sopperire alla mancanza di un piano freddo istituzionale”.

La rete di solidarietà e volontariato

Intanto l’associazione culturale, “La Casa Clandestina”, in attesa che le istituzioni si organizzino, ha aperto le sue porte. Tutti i senza dimora e le persone in condizioni di disagio, potranno passare la notte al coperto, in compagnia, giocando a biliardino, ascoltando musica e bevendo tè caldo.

Potrebbero interessarti