Cimitero di Ostia, il ricordo dei pionieri del litorale (VIDEO)

Nel giorno della Commemorazione dei defunti, viaggio nel cimitero di Ostia alla scoperta dei padri fondatori del litorale romano. Dai bonificatori romagnoli al compositore musicale
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E’ un viaggio indietro nel tempo quello che si può fare visitando il cimitero di Ostia Antica. Nel camposanto di via di Pianabella, infatti, sono accolte le spoglie di tanti pionieri che hanno dato vita al litorale romano, rendendo con il loro lavoro un prezioso servizio alla comunità.

Quella della Commemorazione dei Defunti è un’occasione utile per scoprire quanti tra i pionieri che hanno reso grande la comunità del litorale romano, hanno voluto che il Cimitero di Ostia Antica conservasse le loro spoglie. Nel percorrere i vialetti della parte monumentale del camposanto, è un po’ come viaggiare a ritroso, intercettando con lo sguardo cognomi che hanno fatto la storia di Ostia e dintorni.

Subito a destra, dopo il cancello si possono scorgere le tombe di famiglia che accolgono nomi impressi nella memoria. Lungo il muro perimetrale, ad esempio, è accolto il sacello dei Chiaraluce, con il capostipite Tancredi (al quale è intitolata la strada che fiancheggia il tratto finale del Tevere dal Ponte della Scafa): nato nel 1864 e morto nel 1924 è stato il primo “ristoratore” del Lido con il suo vini e panini aperto nella Torre Boacciana fin dall’agosto del 1894. Con lui riposano la moglie Carlotta Montanari (1866/1950), la sorella Cesarina (1897/1972) e i figli Angelo (1891/1979), Ezio (1922/1982) e Teresa (1920/2010) che hanno consolidato la tradizione familiare attraverso il ristorante “da Chiaraluce” famosissimo fino agli anni Ottanta.

A fianco della tomba di Chiaraluce, c’è quella della famiglia Pollastrini/Zeppilli. Accoglie le spoglie del capostipite Igino Pollastrini (1890/1975) e della moglie Candida Giordani (1892/1936). Tra i loro discendenti si conserva la memoria anche di Lina Giordani (1920/2003) e del marito Rodolfo Zeppilli (1921/1999) noti a Ostia per aver gestito uno dei primissimi e più longevi negozi di giocattoli (via Orazio dello Sbirro)..

Come non ricordare, poi, una delle famiglie di pescatori tra le più apprezzate e rinomate del litorale romano quella degli  Schiano Moriello. Si trova quasi vicino al cancello d’ingresso, addosso al muro di cinta. Accoglie i resti di Teresa Coppola in Schiano Moriello (1863/1942), del figlio Antonio (1888/1967) e dei loro discendenti, tra i quali Ermanno (1915/1999) ricordato con una targa donata dagli Amici del Borghetto dei Pescatori.

In fondo al muro, sempre alla destra del cancello, sorge la tomba di famiglia degli Annibali: furono i primi ad aprire uno “stabilimento” balneare sulla spiaggia di Ostia nel 1905. Era uno chalet in legno, poi divenuto ristorante Belvedere (proprio dove oggi sorge l’omonimo albergo). Gli iniziatori furono Giuseppe (1855/1925) e la moglie Francesca Climati (1859/1931). Seguì il figlio Annibale (1891/1961).

Se si percorre il vialetto centrale che nasce dal cancello, invece, si trova subito la tomba di famiglia dei Colangeli. Il capostipite è Guglielmo (1887/1959) e con lui riposano la sorella Ines in Nicolini (1884/1948), Leone (1887/1959) e Carolina (1882/1973). Tra i discendenti, giace nella tomba di famiglia anche Maria Gloria Colangeli, indimenticabile “pediatra e romanista” (1932/2003).

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In primo piano la tomba dei Colangeli e di fianco il catafalco di Willy Ferrero

Di fianco l’originale sarcofago che ospita le spoglie di Willy Ferrero (1906/1954). “Le plus grand prodige musical du siecle” lo definisce la piccola targa che lo raffigura bambino: in effetti quello che diventò poi un grande compositore, all’età di 4 anni al Trocadero di Parigi e a 6 anni al Costanzi di Roma lasciò tutti stupefatti per le sue qualità di musicista. Direttore d’orchestra e compositore anche di colonne sonore (lavorò anche per Orson Welles, Vittorio De Sica e Luchino Visconti) venne acclamato nei principali teatri d’Europa e di Russia. Passò i suoi ultimi anni a Ostia dove morì all’età di 48 anni per una malattia cardiaca. A lui è dedicato il parco di piazza Gasparri.

Alle spalle di queste due tombe, altri catafalchi di famiglie famose. Quella dei Giandotti, conserva le spoglie di Odoardo (1901/1965) tra i primi presidenti dell’Ostia Mare e proprietario del cinema “Cucciolo”, oggi Teatro Manfredi. Di fianco il piccolo mausoleo dei Capobianco: il capostipite di quella che è oggi la grande famiglia Todis sul litorale, fu Vincenzo (1880/1948) sposato con Anna Terzini (1899/1956). Uno dei figli, Giovanni (1903/1996) fu giornalista a Il Messaggero.

Procedendo lungo il corridoio centrale, addossato al muro di cinta di sinistra, si scorge la tomba dei Biffani. Tra di loro si nota la presenza di Wanda Bazzini (1883/1960) coniugata con Carlo Biffani (1875/1948): figlia di Federico (di cui parleremo più sotto), fu una delle insegnanti più apprezzate tra le giovani generazioni di Ostia. Tra i fornetti lungo la stessa parete, anche quello di Giuseppe Falcetta (1890/1955): soprannominato “birroccio”, fu il primo traslocatore di Ostia e portava i mobili da una casa all’altra su un carretto trainato da cavalli.

Proseguendo lungo il corridoio centrale verso la camera mortuaria, dopo la tomba a terra di Michele Mastroiacovo (1915/1975) famoso medico condotto, si trovano sulla destra quella di Eugenio Cerini (1941/20013) presidente della Pro Loco per decenni, e di Massimo Tocci (1950/2013), noto medico ginecologo.

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Federico Bazzini

Davanti alla camera mortuaria un vialetto porta ad un piccolo incrocio sormontato da una croce di ferro. Alla destra si trova la tomba della famiglia Bazzini. Ricorda il capostipite Federico (1856/1927): fu il ravennate che preparò la spedizione dei braccianti bonificatori nel 1884. Anche lui, poi, aprì uno chalet sulla spiaggia (una targa ricorda l’evento sotto i portici del Belvedere). Nella dedica sulla tomba di famiglia è scritto: “Primo fra i ravennati venuti a Ostia per ridare la vita là dove imperava la morte. Portò con sé la passione della stirpe romagnola. Con grande amore assecondò le aspirazioni dei suoi compagni, senza piegarsi, senza spezzarsi, senza dubitare. Con eguale fervore amò la famiglia e idolatrò la patria”. Era sposato con Giulia Fusconi (1857/1925).

A sinistra, invece, la tomba della famiglia Menghi. Il capostipite Antonio (1857/1923) con la moglie Giulia Zanzi (1861/1922) venivano da Campiano di Ravenna e furono tra i bonificatori che qui ebbero più fortuna, come testimonia la proprietà del palazzetto padronale che si trova all’ingresso di via delle Saline, a sinistra.

Se si lascia il crociccio, con le spalle alla camera mortuaria si può raggiungere al tomba di famiglia degli Armuzzi. Armando (1851/1930) fu presidente della cooperativa braccianti e operai di Ravenna che intraprese la bonifica di Ostia nel 1885. Nel 1904, sempre sotto la sua presidenza, si costituì la Cooperativa agricola fra operai e coloni ravennati residenti in Ostia e Fiumicino.

 

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Armando Armuzzi

Se dal crocicchio, con le spalle alla camera mortuaria, si procede nel viottolo di sinistra, alla fine, sulla parete dei fornetti, un po’ a sinistra, si trova la tomba della famiglia Gruppo. Ferdinando (1913/1963) ne fu il capostipite affiancato dalla moglie Evelina De Bernardi (1921/2007): insieme aprirono il ristorante che per oltre mezzo secolo ha funzionato su via della Stazione Vecchia. Il figlio, l’indimenticato Roberto (1948/2015) è stato tra i più apprezzati ricercatori di documenti, fotografie e cimeli di Ostia moderna.

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