Covid-19, ecco come si cura a casa secondo le linee guida

Stop all’idrossiclorochina, antibiotici e cortisone solo dopo 72 ore: tutte le indicazioni del Consiglio Superiore di Sanità per curare a casa i pazienti meno gravi
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Il sovraccarico di pazienti positivi al covid-19 sugli ospedali sta mettendo a dura prova la tenuta del sistema sanitario nazionale. Molti dei contagiati tuttavia non necessitano del supporto ospedaliero, e potrebbero essere curati a casa con pochi farmaci adeguati: il Consiglio Superiore della Sanità ha diffuso le linee guida destinate ai medici di famiglia che assistono i malati meno gravi a domicilio.

Fondamentale l’utilizzo regolare del saturimetro, lo strumento per misurare al dito – comodamente dal divano di casa – il livello di ossigeno nel sangue. In caso di peggioramento dei parametri forniti da questo strumento, le linee guida prevedono il ricovero ospedaliero.

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Stop all’idrossiclorochina, inefficace e con pesanti effetti collaterali. Antibiotici e cortisone sì, ma soltanto dopo 72 ore dalla comparsa dei sintomi e non prima, sottolinea il piano per la cura domiciliare stilato dal Consiglio Superiore di Sanità.

Alt invece all’eparina, il farmaco anti-coagulante utile per prevenire l’aggravarsi della malattia, ma non per i pazienti meno gravi. L’indicazione è quella di non utilizzarla se non nei soggetti immobilizzati per l’infezione in atto.

Il documento riguarda la gestione dei casi lievi di Covid-19: le raccomandazioni si applicano sia ai casi confermati sia a quelli probabili. I soggetti anziani e quelli immunodepressi “possono però presentare sintomi atipici”, si legge nel documento, e quindi “vanno valutati con particolare attenzione e cautela”.

Oltre alla misurazione dell’ossigeno nel sangue e ai trattamenti anti-piretici come la Tachipirina, le linee guida consigliano di fare attenzione a mantenere l’idratazione appropriata, e di non modificare terapie croniche in atto per altre patologie.

Franco Locatelli, presidente del Consiglio Superiore di Sanità, ha sottolineato oggi durante la conferenza stampa che il documento con le linee guida è pronto “per una valutazione concertata con i medici di medicina generale”.

L’obiettivo del testo è indicare linee terapeutiche che “permettano di mantenere la gestione domiciliare del paziente ed evitare il sovraccarico nei pronto soccorso e negli ospedali”. Il ruolo dei medici di medicina generale, ha aggiunto Locatelli, “è assolutamente cruciale e va valorizzato e portato al centro della gestione dei malati”.

Ma dall’Ordine dei Medici spunta più di una perplessità. Proprio la necessità di un confronto ampio sulle linee indicate è stata sottolineata da Filippo Anelli, presidente della Federazione nazionale degli ordini dei medici (Fnomceo). “Ora è cruciale che ci sia un ampio confronto con le organizzazioni mediche poiché, se l’impianto scientifico generale è condivisibile, le linee guida vanno poi dotate di indicazioni più precise e meno generiche”, dichiara Anelli.

 

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