Carabinieri arrestati per tortura e spaccio di droga: tutti in lacrime al momento della cattura

Nel 2018 l’encomio alla caserma sequestrata da parte dei vertici dell’Arma. Si indaga sulle possibili coperture in alto
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Erano increduli, i carabinieri della caserma Levante di Piacenza, quando gli agenti della Guardia di Finanza sono andati a prenderli a casa per portarli in carcere, all’alba di mercoledì scorso. Increduli di non essere più intoccabili: di trovarsi, per la prima volta, dall’altra parte delle manette. E si sono messi a piangere, mentre i finanzieri li ammanettavano consegnandogli il mandato di arresto per tortura, traffico e spaccio di droga, estorsione, lesioni aggravate, arresti illegali. Le indagini della procura di Piacenza puntano ora a scoprire le possibili coperture ad alti livelli: si è scoperto, ad esempio, che nel 2018 la caserma oggi sequestrata ricevette un encomio pubblico dai vertici dell’Arma.

Carabinieri arrestati, le indagini puntano a scoprire le coperture in alto

I carabinieri della caserma sequestrata a Piacenza sono scoppiati letteralmente in lacrime, di fronte ai finanzieri arrivati per portarli in carcere. Dopo aver eseguito centinaia di arresti illegali, come ricostruito dagli investigatori, dopo aver massacrato, picchiato e torturato cittadini innocenti, non riuscivano a credere di essere finiti in manette.

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L’indagine della Procura della Repubblica di Piacenza però non si è fermata al solo sequestro della caserma e all’arresto dei carabinieri. Perché c’è il forte sospetto, suffragato dalle evidenze investigative, che per poter operare a un livello criminale così esteso ed elevato per tanto tempo il gruppo dovesse avere delle coperture in alto. Molto in alto.

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Gli investigatori hanno scoperto ad esempio che la stazione Levante di Piacenza, sequestrata dopo l’arresto dei carabinieri che la componevano, nel 2018 ricevette un encomio solenne.

In occasione della festa dei Carabinieri il comandante della Legione Emilia-Romagna li premiò. Motivo: “Essersi distinti per il ragguardevole impegno operativo e per i risultati conseguiti soprattutto nell’attività di contrasto al fenomeno dello spaccio di sostanze stupefacenti”.

Ora la procuratrice Grazia Pradella vuole accertare se i militari oggetto dell’indagine abbiano commesso altri reati, ancora non emersi.

Se abbiano commesso cioè altri abusi di potere e arrestato ingiustamente uomini e donne. “Dobbiamo sapere se ci sono degli innocenti in carcere”, ha dichiarato la procuratrice in conferenza stampa, riferendosi ai numerosi arresti illegali operati dagli accusati della caserma di Piacenza.

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