Eliseo è un ragazzo argentino di 18 anni. Ha un sindrome dello spettro autistico ed ha trovato un modo speciale per esprimersi: gioca stabilmente in una squadra di pallanuoto, partecipando a un campionato vero e proprio. Anche il fratello più grande – Leandro, che ha 20 anni – ha una sidrome dello spettro autistico.

“Siamo arrivati in italia nel 2003 – spiegano papà Gabriel e mamma Nancy – sapevamo che qualcosa non andava, ma in Argentina ci dicevano di stare tranquilli. Qui, invece, dopo diverse visite specialistiche è arrivata per entrambi la diagnosi. All’inizio eravamo spaesati, ma ci siamo sempre rimboccati le maniche”. I due ragazzi sono seguiti dall’Anffas di Ostia da quando erano molto piccoli: oggi viaggiano, fanno attività e sport. Eliseo ormai da 3 anni gioca in una squadra di pallanuoto.

“In 3 anni c’è stata una grande evoluzione, anche tecnica – spiega l’allenatore Mauro Baronciani – all’inizio era estraneo al gioco, oggi invece è totalmente integrato.” e anche i compagni sono entusiasti: “Si impegna, non manca mai agli allenamenti, ha una grande passione e un potenziale enorme”.

“Un aspetto che accomuna le varie forme di autismo – spiega il professor Andrea Fontana, di Anffas Ostia – è la difficoltà a relazionarsi e seguire regole sociali complesse, come quelle della pallanuoto. Il fatto che Eliseo passi palla, rispetti le strategie di squadra e si relazioni con gli altri compagni è un risultato straordinario. Il lavoro svolto in sinergia con la famiglia ha dato i suoi frutti. Questi ragazzi, se si lavora in maniera intensiva, coordinata e coerente possono dare tanto e acquisire delle abilità cognitive e relazionali fondamentali. La sfida ora sarà generalizzarle anche ad altri contesti” – conclude Fontana.