Gli operatori sanitari della Asl Roma 3 tornano a chiedere con forza la fornitura dei dispositivi di protezione individuali per continuare a fare il loro lavoro.

Secondo quanto denunciano i rappresentanti della Cobas, in ambito ospedaliero e territoriale scarseggiano le mascherine con filtranti facciali ffp2 ed ffp3, ma le richieste a tutela dei dipendenti sono anche altre: la sostituzione delle divise, la sanificazione continua degli ambienti di lavoro, la fornitura di apparecchi termoscan e di termometri “No touch” per misurare la temperatura corporea a distanza.

A lanciare l’allarme è anche il sindacato dei medici dirigenti: “Se le cancellazioni di ferie e riposi sono state accettate per necessità – scrive il segretario generale del Cobas Alessandro Garau – è stata sicuramente meno accettata la decisione di fornire i dispositivi di protezione dietro firma per ricevuta, in quanto non esistevano scorte in azienda”.

Intanto, il sindacato degli infermieri “Nursing up” ha diffidato la Regione e le Asl a tutelare le donne in posizione utile nelle procedure selettive, divenute frattanto madri: cioè nessuna discriminazione per le neo-mamme al momento dell’assunzione di nuovo personale.