Crisi covid-19, Alitalia chiede la cassa integrazione per settemila dipendenti

Interessati piloti, assistenti di volo, personale di terra di Alitalia Sai e Cityliner. Al via il confronto sindacale
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Nuova tornata di cassa integrazione in Alitalia. La compagnia, secondo quanto s’apprende da fonti sindacali, chiede, infatti, il ricorso alla cassa integrazione straordinaria cigs per complessivi 6.828 dipendenti di Alitalia Sai e Cityliner dal primo novembre prossimo (l’attuale regime di cig scade il 31 ottobre) al 23 settembre 2021.

Nel dettaglio, Alitalia ha avanzato la richiesta di cigs a rotazione per 458 comandanti di Sai e 41 di Cityliner; 566 i piloti di Sai e 58 di Cityliner. Il numero degli assistenti di volo interessati alla cigs a rotazione è pari 2315 di Sai e 105 di Cityliner. E, ancora, i lavoratori di terra interessati sono 3283 di Alitalia Sai e 2 di Cityliner. Ora, si aprirà la fase di confronto sindacale.

Intanto il decreto Agosto del Governo mette in preventivo un nuovo prestito di 3 miliardi di lire ad Alitalia per la creazione della good company. “Il decreto Agosto manca di una visione di insieme e di prospettiva per un Paese in profonda crisi – ha contestato durante il dibagttito a Palazzo Madama il senatore di Forza Italia Marco PerosinoCi sono varie previsioni errate, fra tutte cito quello sulla creazione della nuova Alitalia, per cui si stanziano ulteriori tre miliardi. Credo sia una scelta completamente sbagliata di cui pagheremo le conseguenze. Auspico, inoltre, che almeno la missione ‘Strade sicure’ venga prorogata fino al 15 ottobre 2021, prorogarla fino al prossimo imminente 15 ottobre non avrebbe davvero alcun senso».

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