Medici di famiglia, disponibile il vaccino antinfluenzale. E presto anche i tamponi covid-19

Ecco a chi spetta la vaccinazione antinfluenzale presso gli studi medici. La Regione Lazio lancia la manifestazione d’interesse per i tamponi
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E’ iniziata da oggi la campagna di vaccinazione antinfluenzale presso gli studi dei medici di famiglia. Estesa la platea delle categorie a rischio aventi diritto della priorità.

A comunicarlo è la Federazione dei medici di medicina generale (Fimmg) del Lazio sottolineando che «saranno oltre 5000 i professionisti in campo» e che il vaccino antinfluenzale è un presidio utile ad evitare che «ai gravi problemi posti dalla pandemia, si aggiungano anche quelli derivati dall’influenza, quest’anno prevista meno aggressiva degli anni scorsi, ma insidiosa e che se si affiancherà all’infezione» da Sars-CoV-2.

La platea dei soggetti a rischio ai quali spetta la priorità della vaccinazione antinfluenzale, perché considerate le categorie a rischio, si è estesa. Ne hanno diritto gli over 60, i malati di patologie croniche (diabete, cardiopatie, broncopneumopatia ostruttiva ecc) e i bambini da 6 mesi d’età a 6 anni. Il vaccino è somministrato gratuitamente.

Per tutti gli altri bisogna aspettare che il vaccino antinfluenzale arrivi nelle farmacie. “Non disponiamo di vaccini da poter somministrare alle categorie non elencate tra quelle a rischio – conferma il vicesegretario Fimmg regionale, Alberto Chiriatti –  Bisogna attendere la consegna dei vaccini presso le farmacie. Solo allora, dietro prescrizione medica, l’interessato potrà acquistare la dose e procedere alla sua somministrazione”. La Regione Lazio ha comunicato di aver acquistato 100mila vaccini antinfluenzali destinati alle farmacie e di farne arrivare 20mila per volta nel lasso di un paio di mesi a partire dal 14 ottobre.

I medici di famiglia, poi, «sono pronti ad organizzarsi, anche per eseguire i tamponi per Covid, accelerando i tempi di diagnosi e isolamento. Cosi si realizzerà quella collaborazione tra ospedale e territorio, auspicata ieri da Francesco Vaia, direttore sanitario dell’Irccs Spallanzani, e sperimentata con successo in questi mesi in tutte le province del Lazio e presso l’aereoporto di Fiumicino, attraverso una risposta efficace e immediata ai cittadini, evitando contestualmente l’assalto alle strutture ospedaliere». La nota smentisce i dubbi sulla sicurezza degli studi rispetto all’esecuzione dei tamponi, paventata da altri sindacati. «Non ci pare un problema da porre – sottolinea la Fimmg Lazio – visto che già ora ogni giorno in sicurezza transitano migliaia di cittadini, la cosa può anche suonare un pò offensiva per tutti i medici che ogni giorno sono in prima linea contro Covid e influenza e che da mesi stanno lavorando intensamente per arginare la pandemia».

Proprio oggi pomeriggio la Regione Lazio ha pubblicato la manifestazione d’interesse rivolta ai medici di famiglia per essere inseriti in un elenco di studi per la somministrazione del tampone covid-19. La “procedura speciale legata all’emergenza sars-cov-2 nell’ambito del programma di potenziamento della rete territoriale dell’assistenza primaria” prevede che le adesioni siano presentate dai medici entro il 16 ottobre prossimo. Ciò significa che massimo entro due settimane sarà possibile sottoporsi al test nello studio del medico di famiglia.Basterebbe l’adesione di almeno un paio di studi per distretto sanitario per alleggerire la pressione che si registra attualmente nei drive-in” conclude Chiriatti.

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