Decimo Municipio: centri diurni irraggiungibili per i disabili

A Casal Bernocchi i genitori dei ragazzi disabili che frequentano i centri diurni della Capitale hanno protestato sotto la sede della Asl
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A Casal Bernocchi i genitori dei ragazzi disabili che frequentano i centri diurni della Capitale hanno protestato sotto la sede della Asl Roma 3. Le strutture sono riaperte ma per loro è impossibile raggiungerle perché il trasporto non è ancora stato riattivato.

I primi di maggio la Regione Lazio approvava il piano territoriale per la riapertura dei centri diurni per disabili.

Un sospiro di sollievo per tante famiglie che in questi mesi hanno dovuto fare i conti con una doppia emergenza, la pandemia e le difficoltà di dover gestire,  spesso senza nessun aiuto, figli o parenti durante il lockdown. (clicca qui per ascoltare la denuncia delle famiglie rimaste senza assistenza domiciliare). Purtroppo, come spesso accade le parole non corrispondono ai fatti e così, nonostante i centri si siano attrezzati per accogliere gli utenti in sicurezza, le famiglie non possono usufruire del servizio perché il trasporto verso le strutture non è ancora stato attivato. L’azienda che si occupa del trasporto ha fatto sapere ai genitori di essere pronta per svolgere il servizio ma di non aver avuto nessuna indicazione da parte della Asl.

Centri diurni irraggiungibili per i disabili. Le strutture: «noi siamo pronti ad accogliere i ragazzi»

«Stiamo vivendo una situazione paradossale – denuncia Claudio Pellegrini direttore del Centro di Riabilitazione Casa Santa Rosa – noi siamo pronti ad accogliere i pazienti, ma ad oggi frequentano solo dodici utenti su sessanta, perché il trasporto di cui hanno diritto non è disponibile per un blocco della Asl.»

Centri diurni irraggiungibili per i disabili. Le famiglie: «siamo allo stremo»

«I nostri figli sono a casa da tre mesi – dnunciano le famigle – senza terapie e assistenza stanno peggiorando. Noi siamo stanchi e allo stremo.»

Dopo un primo rifiuto, nel corso della mattinata alcuni genitori sono stati ricevuti da un responsabile della asl che ha preso l’impegno di capire come risolvere il problema, resta però il rammarico di tante famiglie costrette spesso a combattere per un diritto troppe volte negato.

Leggi anche: Riapertura centri disabili. Famiglie Anffas Ostia: “Garantiteci il diritto di scelta”

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