Ecco quali sono le strade più pericolose di Roma e dintorni

Il dossier di Legambiente: Roma capitale degli incidenti stradali, tasso di sinistri e mortalità peggiore delle altre città. Sono 33,6 i sinistri ogni giorno e 131 decessi, uno ogni 2,6 giorni
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Strade a rischio: la Capitale ha il primato nazionale degli incidenti stradali. Nella classifica delle città italiane in cui avvengono più sinistri Roma svetta anche per numero di vittime: il record è stato portato alla luce dal dossier di Legambiente “Sicurezza Stradale nelle Città”, presentato oggi in occasione della giornata mondiale delle vittime della strada.

A Roma nel 2019, rivela il dossier di Legambiente (leggi qui il documento), sono stati 12.271 gli incidenti: ben 33,6 al giorno. Di questi 10.908 sono avvenuti su strade urbane e 1.363 su quelle extraurbane a scorrimento veloce.

Le strade più pericolose della Capitale, emerge dal dossier, sono le grandi vie a scorrimento veloce, le aree del centro storico che circondano Piazza Venezia, la stazione Termini, l’Esquilino, il quartiere Prati e, più esternamente, Via Prenestina altezza Largo Preneste, Via di Boccea altezza Piazza Dei Giureconsulti, l’incrocio tra Via Dei Gelsi e Via Dei Ciclamini e l’incrocio tra Via Cristoforo Colombo e Via Vedana.

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Strade a rischio, la mappa degli incidenti stradali a Roma e sul litorale

Particolarmente critici gli incroci sulle superstrade: in testa alla classifica spicca l’intersezione tra via Cristoforo Colombo e via Pindaro, all’altezza di Casal Palocco. E poi la via Pontina, poco prima del raccordo anulare, seguita dalla via Aurelia, nel tratto tra il Gra e l’autostrada Roma-Civitavecchia.

CLICCANDO SU QUESTA SCRITTA puoi scoprire incidenti e cause per ciascuna delle strade di Roma e dintorni (dati 2016).

I decessi causati da incidenti nel 2019 nella Capitale sono stati 131, un morto ogni 2,7 giorni: 108 su strade urbane e 23 su extraurbane. Il numero delle vittime che hanno perso la vita sulle strade di Roma è il 37,3% sul totale delle 14 città italiane prese in considerazione.

Il tasso di mortalità a Roma nel 2019 è di 4,6 decessi ogni 100mila abitanti: tra i più alti delle città oggetto dello studio e ben al di sopra della media nazionale di 3,6.

“Le strade larghe e rettilinee romane permettono alle auto di aumentare la velocità e provocare troppi incidenti e conseguenze più gravi rispetto alle altre città”, commenta Roberto Scacchi presidente di Legambiente Lazio.

“Per abbattere il rischio e la violenza degli incidenti si dovrebbe ridisegnare lo spazio urbano stradale: correggere i rettilinei con strumenti di traffic calming; pensare a una ‘Zone 30’ che abbracci tutta l’area urbanizzata; istituire ‘Zone Scolastiche’ con aree pedonali”, sottolinea il presidente di Legambiente.

“Nella Capitale bisogna ridimensionare numero e velocità dei veicoli privati, dare più spazio ai mezzi pubblici su corsie dedicate e protette, ridisegnare gli attraversamenti pedonali spesso quasi scomparsi dalle superfici stradali fare le ciclabili transitorie – oggi ancora troppo poche – e trasformarle in corsie protette e sicure, pedonalizzare piazze in ogni quartiere”, prosegue Scacchi.

“Tutto ciò deve disegnare un volto nuovo della città, più bello, sicuro e a misura d’uomo e di bambino, con l’ambiente al centro delle idee per la Roma del futuro”, conclude il presidente di Legambiente.

“Qualcosa sta cambiando, almeno dal punto di vista normativo”, sottolinea Andrea Poggio, responsabile mobilità sostenibile di Legambiente. “Da pochi mesi, con le nuove leggi d’emergenza varate a primavera e soprattutto con la riforma del Codice della Strada varata in settembre, i Comuni e i sindaci hanno nuovi poteri di intervento, che possono dare impulso decisivo alla sicurezza sulla strada con la costituzione delle “strade 30”, delle corsie ciclabili e i BiciPlan”, commenta Poggio.

 

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