Monopattini selvaggi: l’unione Ciechi e Ipovedenti lancia una petizione

L’Unione Ciechi e Ipovedenti di Roma ha promosso una raccolta firme online al comune di Roma (clicca qui per leggere la petizione) sul modello di quanto già fatto nelle altre capitali europee
Monopattini selvaggi: la petizione al comune di Roma
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Sosta selvaggia, marciapiedi intasati, slalom tra gli ostacoli: monopattini elettrici finiscono sotto accusa (leggi l’articolo di ieri). L’Unione Ciechi e Ipovedenti di Roma ha promosso una raccolta firme online al comune di Roma (clicca qui per leggere la petizione) sul modello di quanto già fatto nelle altre capitali europee.

Monopattini selvaggi: “Non siamo contrari alla mobilità alternativa”

“Non siamo contrari alla mobilità alternativa”, spiegano i promotori, “ma occorre mettere fine ai comportamenti scorretti che possono creare seri problemi”.  “Creano un problema di mobilità- aggiunge il presidente Giuliano Frittelli –  non solo per i non vedenti, ma anche per gli anziani o alle mamme con la carrozzina. L’altra questione è una segnaletica acustica. Tutti i mezzi a trazione elettrica o ibrida sotto i 30 orari devono avere un segnale acustico per essere individuabili dalle persone secondo la normativa europea del 2019.  Tra le altre proposte c’è quella di identificare alcuni siti dove poterli lasciare per poter combattere l’abbandono indiscriminato”.

Monopattini selvaggi: l'unione Ciechi e Ipovedenti lancia una petizione 1

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Monopattini abbandonati (Facebook UICI Roma)

“L’altro nodo è la velocità che deve essere regolata come avviene nelle altre capitali europee, basti pensare che a Roma sono 9mila i monopattini sparsi in strade e piazze. In altre città le regole sono più stringenti. A Londra, ad esempio, sono considerati proprio come dei veicoli ed è vietato usarli nelle strade pubbliche”, conclude Frittelli.

Monopattini: le proposte dell’UICI

Tra le proposte avanzate dall’UICI nella petizione, l’utilizzo dell’AVAS (Audible Vehicle Alert System) per segnalare il mezzo in movimento, ma anche una ulteriore limitazione della velocità nei centri storici o in zone affollate. “Il rispetto è alla base di una civile convivenza – si legge nella petizione  i gestori dello sharing e gli utilizzatori molto spesso dimenticano la magia della solidarietà e ciò che prevale è solo malcostume. L’utilizzo del monopattino su marciapiedi, su strada in contromano, l’abbandono del mezzo ovunque e le alte velocità che minacciano la sicurezza dei pedoni sono atteggiamenti puniti dal codice della strada, ma ci si rende conto che tali norme rimangono sulla carta e molto spesso inapplicate”.

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Monopattino abbandonato sul marciapiede (Facebook UICI Roma)

L’Unione Ciechi e Ipovedenti chiede nel dettaglio:

1.     In rispetto alla normativa europea sulle auto elettriche, in vigore dal 2019,  l’adozione dell’AVAS (Audible vehicle alert system) un sistema di rumore artificiale che segnala il mezzo in movimento, sempre e comunque.

2.     L’identificazione di siti dove è consentito lasciare il mezzo, così da evitare l’abbandono indiscriminato.

3.     L’adozione di un sistema GPS che regoli automaticamente la velocità del mezzo a 6 km/h allorchè gli stessi transitino nei centri storici o in zone particolarmente affollate.

4.     Una speciale attenzione da parte della polizia municipale atta a scoraggiare atteggiamenti illegali e pericolosi.

5.     Alle società che gestiscono lo sharing dei mezzi di inibire il noleggio dello stesso, qualora si accerti un uso improprio del monopattino dall’utente.

 

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