Medici in trincea anti-coronavirus: le unità Uscar. Parla Fabrizio Rossi

Da marzo unità di medici di famiglia Uscar collaborano nella diagnosi del coronavirus somministrando tamponi ai sospetti
Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su linkedin
Condividi su whatsapp
Condividi su telegram
Condividi su pinterest
Condividi su email

Sono sul fronte instancabilmente dal mese di marzo. I medici delle Uscar (Unità Speciale di Continuità Assistenziale Regionale) inizialmente eseguivano i tamponi nei cluster delle Rsa e nei conventi. Poi sono arrivati i drive in e si sono aggiunta anche altre funzione di diagnosi precoce del covid-19.

Cresce l’attività domiciliare di contrasto al coronavirus da parte delle Uscar. Delle 17 Unità mobili in azione attualmente, quattro sono dedicate esclusivamente a visite a casa di pazienti per sospetto Covid o controlli di positivi. Solo ieri, lunedì 26 ottobre, i team delle unità territoriali hanno visitato nelle loro abitazione 70 persone.

Il gruppo a supporto dell’Ares ha evitato già decine di ricoveri e utilizzo di ambulanze. Nello stesso tempo presso l’ospedale “Spallanzani” è in corso la formazione di 50 medici per attivare le cosiddette Uscar 2.0, destinate a svolgere solo visite domiciliari. Le restanti Unità oggi hanno come target scuole, licei a strutture per anziani. Il compito è soprattutto quello di fare tamponi rapidi ma anche visite e  valutazioni cliniche.

Il personale sanitario  in trincea è di 40 dottori e 20 infermieri. Intanto 3650 medici, oltre il 90%, di quelli di medicina generale attivi nel Lazio sono operativi sul fronte antinfluenzale e collegati con il sistema regionale. Ad oggi i medici di medicina generale hanno vaccinato 600000 persone, partendo, come da protocolli , dalle categorie più fragili ed esposte come gli anziani. Molti delle vaccinazioni, in particolare, sono state fatte a domicilio per evitare lo spostamento di pazienti a rischio o con più patologie.

LA TESTIMONIANZA DI FABRIZIO ROSSI

«Ho a che fare con il coronavirus da marzo, si può dire che non ho passato giorno senza affrontarlo. Da Nerola a Fiumicino dove sono stato oggi fino alle 14, è stata tutta una tirata. In questo periodo il virus è molto aggressivo, sta prendendo una brutta piega: il carico antigenico è altissimo rispetto all’estate». È la testimonianza di Fabrizio Rossi, medico dell’Uscar, che è stato ieri, lunedì 26 ottobre, nell’aeroporto di Fiumicino a coordinare l’Unità mobile dalle 8,00 alle 14,00.

«Abbiamo effettuato 150 tamponi – dice – e scovato sei casi positivi. Quattro con valori elevatissimi, due più incerti che abbiamo sottoposto a tampone molecolare. Avranno la risposta tra 48 ore». Rossi, medico di medicina generale a Casalpalocco, opera regolarmente con le Uscar e con altri sei colleghi gestisce l’ambulatorio medico di base nel quartiere vicino Ostia, che garantisce assistenza a circa 12 mila pazienti ogni giorno dalle 9,00 alle 19,00. Dodici ore ininterrotte di lavoro. «Alle 14,00 sono andato via di corsa dalla postazione dell’aeroporto – racconta – per fare una visita domiciliare urgente, poi sono arrivato in studio».

Circa 120 pazienti visitati ogni giorno, 300 email tra richieste e prescrizioni. «Spero che già domani si firmi l’accordo con la Regione – prosegue Rossi – e ci vengano forniti gli strumenti necessari per fare i tamponi ed ecografia. Così la nostra azione di screening, contrasto e interdizione del virus sarà molto forte. Covid è, in questo autunno, molto aggressivo, ma con le ‘armi giuste’ tra le mani siamo più forti che a marzo».

Tra i medici del litorale particolarmente attivi nelle unità Uscar vanno segnalati anche Fabio Valente e Teresa Santarelli.

Potrebbero interessarti