Ostia: ancora disagi in Via della Tortuga

Ostia: continuano i disagi in via della Tortuga a causa della baraccopoli limitrofa alla scuola Tor San Michele. I cittadini tornano a chiedere una soluzione definitiva al problema
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Ostia: ancora disagi in via della Tortuga a causa della baraccopoli limitrofa alla scuola Tor San Michele. I cittadini tornano a chiedere una soluzione definitiva. La baraccopoli dietro la scuola Tor San Michele infatti è ancora presente. L’accampamento non è mai stato realmente rimosso e sono proseguiti gli atti vandalici, i furti e i roghi tossici.

Ostia: ancora disagi in Via della Tortuga

«Contro abusivismo e zozzoni noi non abbassiamo la guardia». Con queste parole la sindaca Virginia Raggi commentava lo sgombero delle roulotte in via della Tortuga, a Ostia. (Leggi qui la notizia) È passato oltre un mese dall’intervento di bonifica disposto dal Decimo Municipio, al quale ne sono seguiti altri due in via Baffigo e sul lungomare Duca degli Abruzzi, dove i senza fissa dimora avevano traslocato. Una battaglia per la sicurezza che non sembra avere una fine. I residenti della zona, infatti, hanno fatto sapere che la baraccopoli dietro la scuola Tor San Michele è ancora viva e vegeta. L’accampamento non è mai stato realmente rimosso e sono proseguiti gli atti vandalici, i furti e i roghi tossici.

Ostia: ancora disagi in Via della Tortuga. L’Associazione Cittadini per il Parco Pallotta:«servono sgomberi seri e non spot elettorali»

«Nonostante i proclami di risoluzione del problema da parte della sindaca di Roma, della presidente Di Pillo e dell’assessore Ieva, possiamo confermare che la situazione è tutt’altro che risolta – ha dichiarato Andrea Rapisarda, presidente del Comitato di Quartiere ‘Associazione Cittadini per il Parco Pallotta’ – le tende sono ancora all’interno del canneto e le persone, principalmente di etnia rom, entrano ed escono a tutte le ore del giorno e della notte. Ma soprattutto ogni sera vengono bruciati pneumatici, vernici e altri tipi di rottami e si sollevano nell’aria altissime colonne di fumo. Tutte condizioni che potrebbero far scatenare nuovi pesantissimi incendi in questo quadrante, come già è accaduto diversi anni fa con la pineta delle acque rosse. Un disastro naturale che è ancora possibile prevenire, se solo l’amministrazione compisse degli sgomberi seri e non spot elettorali lucrando sui disagi dei cittadini.»

 

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