Cimiteri a Roma, stop alle cremazioni. Il Codacons: “La magistratura faccia luce”

Durissima presa di posizione del Codacons contro la situazione di caos che sta investendo i cimiteri capitolini
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Durissima presa di posizione del Codacons contro la situazione di caos che sta investendo i cimiteri capitolini (leggi qui). L’associazione ha deciso di usare il pugno forte e interessare la magistratura con un esposto per interruzione di pubblico servizio.

“Con una nota ufficiale Ama ha informato che dal prossimo 2 novembre non sarà più possibile eseguire cremazioni presso il cimitero Flaminio. E le agenzie funebri saranno così costrette a trasportare le salme in un primo momento al deposito del cimitero Verano. Poi, dopo 48 ore, le devono riprendere e trasferirle al Flaminio. Una situazione di totale caos che determinerà incrementi dei costi a carico delle famiglie”. Il maggior esborso è “di circa 500 euro a defunto”, afferma il presidente del Codacons Carlo Rienzi.

Cimiteri, Codacons: “E’ interruzione di pubblico servizio”

Le stesse imprese funebri smentiscono il picco di mortalità in città comunicato dall’Ama. E anche in presenza di un aumento dei decessi a Roma l’amministrazione avrebbe dovuto essere preparata a gestire le salme. Anche considerando l’attuale emergenza sanitaria. “I consumatori rischiano di pagare a caro prezzo le incapacità dell’amministrazione. E sulla situazione dei cimiteri capitolini dovrà ora fare luce la magistratura, grazie all’esposto per interruzione di pubblico servizio che sarà presentato dal Codacons in Procura”, conclude Rienzi.

 

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