In arrivo nove milioni di cartelle esattoriali: riscossioni coatte dal 15 ottobre

Il Ministro dell’Economia Roberto Gualtieri ha autorizzato l’Agenzia delle Entrate alle riscossioni. “Ci sarà una ripresa graduale” assicura
Fisco, cartelle a 18 milioni
Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su linkedin
Condividi su whatsapp
Condividi su telegram
Condividi su pinterest
Condividi su email

Dal 15 ottobre nove milioni di cartelle esattoriali si rimetteranno in viaggio verso altrettanti contribuenti in ritardo con il pagamento delle tasse. Il via libera alle riscossioni, dopo la sospensione per il lockdown, è stato dato dal ministro dell’Economia, Roberto Gualtieri.

E’ stato lo stesso ministro ad averlo annunciato. «Abbiamo rinviato molte tasse e sospeso per parecchi mesi tutte le cartelle – ha dichiarato Gualtieri – poi queste si accumulano, abbiamo detto come Agenzia delle Entrate di ripartire con grande gradualità. Parliamo peraltro di debiti di anni precedenti, ci sarà una ripresa graduale» dei pagamenti. Ha spiegato Roberto Gualtieri riferendosi al rischio ingorgo per i pagamenti e adempimenti sospesi durante i mesi di emergenza. Gualtieri non ha voluto fare affermazioni di rassicurazione «perchè sarei un imbonitore», ha detto.

«Dal 15 ottobre 9 milioni di cartelle esattoriali arriveranno nelle cassette delle lettere degli italiani – contesta il senatore UDC Antonio De PoliAl Governo rinnoviamo la richiesta, già fatta in corso di esame del Dl Agosto: è indispensabile prorogare lo stop almeno fino alla fine dell’anno a favore di cittadini, famiglie e imprese. Se c’è la volontà politica, si può intervenire anche con un decreto ad hoc per scongiurare questa stangata».

«Se la situazione in Italia è talmente grave da dover prolungare lo stato d’emergenza, il governo sia conseguente: l’emergenza deve valere per tutti, anche per l’Agenzia delle Entrate, che è invece stata autorizzata a recapitare agli italiani nove milioni di cartelle esattoriali – rincara la dose presidente dei senatori di Forza Italia Anna Maria BerniniAziende e famiglie sono ancora in ginocchio, i fatturati sono crollati e la cassa integrazione non è arrivata ancora a tutti, e ora si parla di chiusure anticipate degli esercizi pubblici che causeranno nuovi mancati introiti. In queste condizioni, rimettere in moto a pieno regime gli ingranaggi della macchina fiscale significa uccidere in culla la ancora incerta ripresa economica. Quindi Conte nel Dpcm che sta per varare faccia per una volta una cosa giusta: metta in lockdown l’Agenzia delle Entrate».

Potrebbero interessarti