Sospetti sulle caratteristiche del bando di gara, su presunte fughe di notizie precedenti il suo lancio e persino su possibili influenze esercitate da una ex consigliera comunale sull’attuale assessorato capitolino. Non si placa il ciclone che da oltre un anno soffia sulle sorti del Nauticlub Castelfusano, il circolo velico sgomberato a Ostia dall’amministrazione Gualtieri: un socio dell’associazione che lo gestiva ha presentato un esposto alla Procura di Roma denunciando presunte illegalità.
Un socio del circolo velico Nauticlub Castelfusano, sgomberato dal Comune di Roma, denuncia in Procura sospetti sul bando di gara lanciato per la gestione della spiaggia di Ostia
Il tema è quello della gestione della spiaggia di lungomare Amerigo Vespucci 50 a Ostia. Come abbiamo già raccontato, la vecchia associazione sportiva che per decenni ha condotto quello spazio demaniale ha deciso di non partecipare alla gara di evidenza pubblica lanciata il 14 febbraio dello scorso anno dal Campidoglio. All’interno del circolo sono esplose contestazioni nei confronti della dirigenza, accusata di aver scelto di non prendere parte al bando senza prima confrontarsi con l’assemblea dei soci. Fatto è che una società si è aggiudicata il diritto di rilevare la concessione. Contestati i criteri di aggiudicazione, con denuncia alla Guardia di Finanza e interessamento di Report oltre che della nostra testata, è successo che la società aggiudicataria ha deciso di rinunciare all’assegnazione. E il Tar aveva respinto la richiesta del Nauticlub di continuare la gestione.
Così, confermato l’ordine di sgombero da parte del Campidoglio, l’amministrazione nei giorni scorsi ha rimesso a gara la concessione dell’ex Nauticlub Castelfusano. E, anche stavolta, l’iniziativa ha sollevato polemiche fino a una circostanziata denuncia (20 pagine) inoltrata alla Procura di Roma da parte dell’avvocato Domenico Stamato per conto di un socio dell’associazione sportiva.
Denuncia per turbativa d’asta
L’ipotesi di reato è relativa all’articolo 353 bis del Codice Penale ovvero turbativa d’asta. Nel mirino c’è il comportamento dell’assessorato capitolino al Demanio e Patrimonio.
Il primo punto sul quale si chiede di avviare un indagine è perché lo sgombero della spiaggia, richiesto con un atto formale del Campidoglio, non si sia mai realizzato. “Di fatto – viene osservato sulla denuncia – l’area è sempre rimasta occupata dal Nauticlub Castelfusano asd (con imbarcazioni, passerelle, strutture ombreggianti, sistemi d’allarme, confini esterni…), senza esecuzione coattiva dello sgombero/ripristino”.
C’è, poi, la singolarità del cambio di destinazione d’uso della spiaggia tra i due bandi di gara lanciati dal Comune di Roma. In quello del 14 febbraio il lotto A25 (relativo a lungomare Vespucci 50) aveva destinazione con “finalità turistiche e ricreative” e dava 31 giorni di tempo per presentare le candidature. Nella gara del 4 maggio di quest’anno le finalità diventano “ricreative e sportive” con 21 giorni di tempo per le candidature.
A tal proposito, evidenzia l’avvocato Stamato così come aveva già osservato anche Labur, Laboratorio di Urbanistica, tra primo e secondo bando non sono intervenute modifiche del Pua (Piano di Utilizzazione degli Arenili), ancora non approvato, e, soprattutto, non è stato eliminato l’obbligo di riconoscere royaltyes al Comune di Roma sul fatturato dell’impresa. Ciò presuppone, forse, che l’attività sportiva da espletare su quel tratto di spiaggia abbia un ritorno economico e non solo sociale?
Peraltro, concedere 21 giorni di tempo per presentare le candidature e favorire candidati con “esperienza Specifica (da 0 a 10 anni) maturata direttamente nell’ambito delle attività turistico-ricreative e sportive”, secondo la denuncia, istillerebbe il dubbio di una gara confezionata su misura.
L’influenza della consigliera Imma Battaglia
Durante l’assemblea dei soci del Nauticlub Castelfusano dell’8 marzo scorso, l’ex consigliera comunale Immacolata (Imma) Battaglia ha rivendicato un lavoro “non dico da stalker ma veramente incessante”, per portare “all’attenzione dell’Assessore le caratteristiche e la storia” del NCC asd e il suo “ruolo sociale culturale sportivo”, sottolineando che questo lavoro aveva portato a un “risultato importante” per il futuro, in termini di premesse per delle “gare corrette” anche prima del PUA (non c’era tempo di modificarlo).
Stando a quanto sottolineato nella denuncia, “L’esponente politica e influencer ha, cioè, rivendicato un dialogo, continuo, con l’Assessore, finalizzato a valorizzare le caratteristiche e il ruolo del 11NCC asd, e che tale ‘lavoro’ aveva già portato a un risultato. Quest’ultimo viene, infatti, poi focalizzato, non solo con riferimento a garanzie circa la decisione di ridisegnare il PUA includendo lo spazio del NCC asd come ‘sportivo’, ma anche con riferimento alla futura indizione di una gara in tempi molto rapidi. Una gara rispetto alla quale I. Battaglia ha detto di essere in grado di anticipare l’indizione e di ‘garantire’, sempre richiamando il risultato del suo ‘lavoro incessante’ con l’Assessore, che ci sarebbero stati ‘i prerequisiti per poter partecipare’ e, soprattutto, ‘dove i valori…tutto quello che è valore sociale, culturale, sportivo viene valorizzato’”.


















