Società costituite all’ultimo momento con soci riferibili a parenti che sono in altre società concorrenti per le concessioni degli stessi stabilimenti balneari. Società unite dallo stesso studio di commercialista, lo stesso notaio e, persino, la stessa banca. Potrebbe portare alla scoperta di reati come turbativa d’asta l’indagine che sta svolgendo nella massima riservatezza la Guardia di Finanza sulla scorta di alcuni esposti presentati da un gruppo di esperti.
Un esposto accende i riflettori sulla gara per le concessioni degli stabilimenti balneari di Ostia: si indaga su società fittizie costituite da familiari e teste di legno
E’ un intreccio di parenti e prestanome la galassia di società – spesso costituite all’ultimo momento e con capitale risibile – che hanno concorso alla gara per l’aggiudicazione della concessione demaniale legata agli stabilimenti balneari di Ostia. Diciamo subito che il Campidoglio, al momento, non ha proceduto all’assegnazione degli impianti interessati ma ha solo pubblicato la graduatoria della gara. Prima di passare all’assegnazione, infatti, dovranno essere verificati i requisiti dichiarati nei documenti presentati in fase di concorso.
C’è chi, però, questo lavoro lo sta già facendo nella massima riservatezza. Stiamo parlando della Guardia di Finanza che sta acquisendo tutti gli atti collegati alla gara, inclusi i verbali di valutazione redatti dalla commissione capitolina. E si stanno cercando riscontri anche ai contenuti di un paio di esposti presentati da un gruppo di esperti che hanno passato al vaglio gli assetti societari delle imprese concorrenti.
Il family system
Sono principalmente quattro i lotti sui quali si sta facendo chiarezza in queste prime fasi dell’indagine ma non è escluso che gli accertamenti si estendano a macchia d’olio al resto degli stabilimenti a gara. A concorrervi sarebbero state società riconducibili al medesimo centro di interesse: lo documentano i rapporti di parentela tra i soci, la medesima sede legale costituita presso lo stesso studio tecnico e persino i conti correnti presso la stessa agenzia bancaria. E’ presto per dire se tutto questo può far configurare il reato di turbativa d’asta ma c’è un altro elemento che potrebbe avvalorare l’ipotesi. Si tratta del sistema delle royalties introdotto dal Campidoglio in questa gara.
Le royalties
Com’è noto l’amministrazione capitolina ha introdotto nel bando di gara per le concessioni demaniali marittime di Ostia il principio delle royalties ovvero della percentuale da riversare nelle casse comunali in ragione del fatturato dello stabilimento balneare aggiudicato. In fase di gara, più è alta la royalty proposta dal concorrente e maggior è il punteggio attribuito in fase di valutazione. Un’innovazione sulla quale anche il Tar del Lazio, che entrerà nel merito nell’udienza del 14 ottobre prossimo, ha avuto da obiettare nella sospensiva stabilita a marzo scorso. Nelle indagini in corso, sarebbe emerso che nella graduatoria i primi posti sono stati occupati da società che hanno proposto royalties incredibili per una sana gestione del bene demaniale pari anche anche al 12% del fatturato: si sospetta che, in presenza del medesimo centro di interesse presente nelle società partecipanti, quelle vincenti potrebbero rinunciare per lasciare posto alle seconde classificate. Un modo per essere certi di non lasciarsi sfuggire la gestione del dato stabilimento balneare.
Il caso del Vittoria
Secondo quanto ha reso noto il Campidoglio, la gara per l’aggiudicazione dello stabilimento balneare La Vittoria sarebbe andata deserta. Il concessionario storico, l’architetto Cosimo Suriano, invece, contesta di avere in mano la ricevuta di presentazione entro i termini della propria documentazione e di essere vittima di un errore informatico dovuto ai sistemi del portale Tuttogare di Roma. Lo stesso disservizio avrebbe riguardato anche un altro stabilimento balneare.
Il Campidoglio finora ha fatto sapere che verrà riacceso un nuovo bando di gara per il Vittoria mentre gli aventi diritto hanno presentato ricorso per vedersi riconosciuti i titoli nel precedente procedimento.


















