Roma continua a sentire gli effetti della stretta sui locali notturni, avviata dopo la chiusura del Piper e nei giorni precedenti di tre locali in via del Tritone. Nel fine settimana appena trascorso, controlli interforze hanno portato alla chiusura di tre club, nell’ambito di un piano mirato a garantire la sicurezza dei clientie il rispetto delle normative da parte dei gestori.
Tre club chiusi a Roma nel weekend: controlli interforze sanzionano fumo vietato, irregolarità igienico-sanitarie e violazioni delle norme di sicurezza
In questi giorni, per consentire controlli ancora più capillari, la collaborazione interforze è stata rafforzata: una risposta all’ecatombe di Crans-Montana costata la vita anche al 16enne romano Riccardo Minghetti.
La Polizia Locale di Roma Capitale, insieme a Carabinieri, Guardia di Finanza e Vigili del Fuoco, ha eseguito ispezioni coordinate dalla Procura della Repubblica. L’obiettivo è verificare a 360 gradi il rispetto delle norme, con ciascuna forza impegnata nelle proprie competenze specifiche, e porre particolare attenzione alla sicurezza dei locali e ai requisiti necessari per esercitare l’attività .
Durante le verifiche del week end, i controlli hanno portato alla chiusura temporanea di tre locali: un’associazione culturale in zona Prati, una discoteca nello stesso Municipio e un’associazione culturale in centro. Ai gestori sono state elevate denunce e prescrizioni per violazioni delle norme di sicurezza.
Multe salate
Le sanzioni amministrative ammontano a circa 15mila euro e riguardano diverse irregolarità : fumo all’interno dei locali, assenza di precursori e cartelli obbligatori, faretti e tende abusive, somministrazione di cibi e bevande anche a chi non era tesserato, carenze igienico-sanitarie e mancato rispetto della raccolta differenziata.
A seguito di tali irregolarità , è stata disposta l’interruzione immediata degli spettacoli in corso e la chiusura dei locali fino alla regolarizzazione.
I controlli interforze continueranno. Già nel 2025 la Polizia Locale aveva effettuato oltre 11mila accertamenti solo nei pubblici esercizi, raggiungendo quota 35mila considerando l’intero settore commerciale.


















