Pomezia, palestre e centri sportivi chiusi: titolari in crisi

Protopapa, Area PMI: "A Pomezia il prolungarsi delle chiusure di palestre e centri sportivi porterà a una drastica riduzione del personale"

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Di Fabio Nori

Centri sportivi e palestre afflitti da una crisi senza precedenti. Chiusi ormai da mesi, in una città come Pomezia dove sono presenti tante palestre, strutture di fitness, danza e altro, è difficile fare una conta dei danni.

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I ristori, pochi e a rilento, non sono sufficienti a tenere in vita gli impianti. “E’ una situazione difficile per i centri sportivi di Pomezia – spiega Sergio Protopapa di Area PMI – ho raccolto molte testimonianze e la situazione, se a breve non faranno riaprire, diventerà molto critica”.

“Chi può con le belle giornate si è organizzato a svolgere le attività all’esterno, ma non tutti possono. Spero che il governo dia il via libera, visto che i titolari dei centri si sono organizzati ormai da maggio con il distanziamento e la sanificazione”.

“Lo sport oltre a essere benessere e divertimento produce molti posti di lavoro anche in piccole città. Pomezia ne è la testimonianza, è una città vivace sotto questo punto di vista. Vanta dei centri interessanti, inclusivi di ristoranti, bar e spazi dedicati alla cura del corpo”.

“In totale sono circa 20 i centri con l’obbligo di rimanere chiusi, si salvano le discipline come calcio, tennis, rugby e quant’altro si pratica all’esterno – continua Protopapa – quindi pensate a quanti posti di lavoro sono in bilico, e quanti giovani, soprattutto istruttori, si troveranno a non avere un futuro chiaro davanti a loro”.

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