Emanuela Droghei (Pd) bacchetta il Municipio per il camping dei senzatetto sul lungomare di Ostia

Emanuela Droghei si dissocia e chiede al parlamentino di Ostia di recedere dal progetto del camping dei senzatetto con vista mare

Si allargano le spaccature in seno alla maggioranza sulle operazioni propedeutiche alla creazione in una zona, al momento imprecisata del litorale di Ostia, dove creare un camping dei senzatetto con vista mare. A sparigliare le carte è Emanuela Droghei, consigliera regionale del Pd che chiede al parlamentino locale di fare un passo indietro.

Emanuela Droghei si dissocia e chiede al parlamentino di Ostia di recedere dal progetto del camping dei senzatetto con vista mare

Quello che sta succedendo in Municipio X in questi giorni mi preoccupa moltissimo -rimarca l’esponente Pd- e lo dico subito e con chiarezza, come sono abituata a fare: il modello di intervento sociale ‘Area di sosta’ non è inclusione, è un modo per cristallizzare la marginalità”.

Nei giorni scorsi stato il presidente del parlamentino di Ostia, Mario Falconi, a dichiarare in assemblea che la scelta dell’area e le sue caratteristiche facevano parte di un atto segretato. Le evasive conferme avevano ha fatto seguito a un intervento del capogruppo di Fratelli d’Italia, Giuseppe Conforzi, che sulla questione aveva chiesto chiarimenti.

”Rispetto ai controlli effettuati sulle innumerevoli roulotte che affollano viale Mediterraneo, piazzale Magellano, via Pasqui e il lungomare la risposta –ha riferito Conforzi– è stata che l’amministrazione sta lavorando alla realizzazione di un’area per la sosta di quei camper ma che la sua collocazione è segretata”.

I consiglieri che fanno parte dell’opposizione di centrodestra il 19 febbraio scorso avevano occupato per protesta i locali dove ha sede il municipio.

Al coro di chi manifesta perplessità su una scelta che presenta numerose falle rispetto agli obbiettivi di intervento sociale a favore dei meno abbienti, ora dislocati in più punti della località balneare, mettendo a rischio anche l’immagine turistica del Lido di Roma si è aggiunta, appunto Emanuela Droghei.

Una delibera che elude il problema dei clochard

In queste ore ho ascoltato parole urlate, slogan, frasi fatte e polemiche. Capiamoci: non sono contraria per ragioni ideologiche e trovo disgustose le strumentalizzazioni della destra, che soffia sempre sul fuoco dello scontento, provando a mettere i cittadini gli uni contro gli altri per meri calcoli elettorali”.

Ma, non posso non dire che sono fermamente contraria perché questa delibera, così com’è, non rappresenta una vera presa in carico sociale”, incalza l’esponente del Pd.

Se davvero si fosse scelto un terreno del lungomare per un’operazione dettata da fini assistenziali, con un territorio di 150 km quadrati a disposizione, si profilerebbe la conferma che il X Municipio non ha minimamente interesse a una valorizzazione turistica del quadrante costiero, come già evidenziato dalla gestione dell’ex colonia Vittorio Emanuele che, dopo le occupazioni tollerate sarà adibita a centro di accoglienza dei clochard.

Fatte salve le esigenze di chi vive in condizioni di disagio, che merita la giusta assistenza da parte della pubblica.

Ma c’è anche chi, tuttavia, usa quegli alloggi di fortuna per compiere impunemente reati o come magazzini degli oggetti ricavati rovistando nei cassonetti.

Il luogo dove si presume venga costruita l’area di sosta

Nel silenzio compatto dell’ente locale c’è chi sospetta che l’area individuata per la realizzazione del camping dei senzatetto sia quella degli ex parcheggi del Centro logistico Esercito sul lungomare Amerigo Vespucci.

La questione delle roulotte e dei camper che stazionano nei posteggi per mesi e anni in luoghi che dovrebbero essere votati al turismo con all’interno persone, che per necessità o scelta hanno deciso di vivere così, è molto delicata e controversa.

Spostare le roulotte non significa risolvere il problema -incalza l’esponente regionale del Partito democratico- significa semplicemente ricollocarlo, scrivere una delibera con quei contenuti significa istituzionalizzarlo. Offrire acqua e servizi igienici minimi non equivale a restituire dignità. La dignità si costruisce con un percorso vero”.

Parliamo di nuclei fragili, tra cui una madre con minore, già seguiti dai servizi sociali. Senza un progetto chiaro di accompagnamento verso soluzioni abitative stabili, la cosiddetta ‘temporaneità’, rischia di diventare permanente, come abbiamo già verificato negli anni”.

Serve altro. Serve un circuito di assistenza alloggiativa e di uscita dalla marginalità investendo sull’autonomia chiedo al Municipio -conclude Droghei- di ripensare questa scelta.

Le persone hanno diritto a dignità e futuro. E la dignità non si garantisce con un’area sosta, ma con un progetto che accompagni e dia strumenti alle persone fragili per ricostruire la propria vita”.

Una delibera contraddittoria

La vicenda solleva ancora più perplessità se si considera che il X Municipio ha avviato i lavori per l’apprestamento dell’area ancora prima di aver ricevuto il via libera da parte dell’Assemblea di Roma Capitale. E’ stato, infatti pubblicato, il provvedimento che chiede il via libra per la realizzazione di “un parcheggio sito lungomare Amerigo Vespucci altezza civico 41”.

Si tratta di una proposta di deliberazione approvata dalla Giunta Municipale del Decimo il 18 febbraio scorso e che riguarda, appunto, la tanto contestata area dove concentrare roulotte e camper di senzatetto sparsi a Ostia. Un’approvazione che arriverà, va sottolineato, dopo diversi giorni dall’inizio dei lavori.

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