Il Campidoglio ha deciso la data di apertura della stagione balneare anche se è difficile prevedere quanti stabilimenti balneari e chioschi di Capocotta saranno agibili. Zero previsioni anche per i Cancelli della spiaggia libera di Castelporziano.
Il Campidoglio sta decidendo in questo ore la data di apertura della stagione balneare ma molti stabilimenti non saranno operativi. Accuse di abusivismo edilizio per Capocotta. I Cancelli in alto mare
E’ avvolto nelle nebbie il futuro della stagione balneare per Ostia, Castelporziano e Capocotta. L’unica notizia che sembrava essere pressochè certa era relativa alla data d’apertura delle attività. Fino a poche ore fa l’amministrazione aveva fatto sapere alle categorie che la stagione balneare sarebbe iniziata il 17 maggio, in linea con le indicazioni ministeriali. Oggi, mercoledì 22 aprile, in una riunione per fare il punto sui contenuti dell’ordinanza balneare, presenti il Dipartimento capitolino al Demanio, la Capitaneria di Porto, il X Municipio, la Polizia locale e gli altri enti coinvolti, si è virato sul canonico 1° maggio. I concessionari in regola hanno fatto pressioni affinchè fosse rispettata la data di apertura tradizionale del 1° maggio anche se, stando a indiscrezioni, la presenza dei marinai di salvataggio sulle spiagge libere non sarà assicurata prima del 17 maggio.
Il quadro è di caos profondo con poche certezze. Cerchiamo di fare il punto analizzando i diversi comparti dell’offerta turistico-balneare lungo tutta la costa di Ostia.
Abusi edilizi a Capocotta
La Polizia locale nei giorni scorsi ha notificato elezioni di domicilio agli assegnatari di tre dei sei chioschi di Capocotta: Mecs Village, Zeta Beach e Riserva Natural. Com’è successo per l’Oasi Naturista, l’accusa è di abusivismo edilizio, denuncia inviata dagli Uffici Tecnici municipali e dalla Polizia locale alla Procura di Roma. Nella sostanza, pure in presenza di autorizzazione del Dipartimento Ambiente del Comune di Roma, le pedane di collegamento tra le unità dei chioschi non hanno i permessi della Dogana e della Soprintendenza Paesistica.
L’Oasi Naturista, sequestrata in passato, ha ricevuto l’autorizzazione a rimuovere l’abuso, ovvero la piattaforma, pure in presenza delle autorizzazioni. E, infatti, potrà ricostruire la pedana solo con l’inizio della stagione balneare.
Al momento sarebbero esenti dalla elezione di domicilio i gestori del Mediterranea e del Porto di Enea che, in assenza di ordinanza balneare, dovranno comunque restare chiusi fino al via libera del Campidoglio. E non si sa neanche se il servizio di salvamento sarà a carico del Comune di Roma o dei gestori.
Castelporziano in attesa di segnali
Nessun segnale per l’apertura della stagione balneare ai Cancelli. Nei giorni scorsi gli assessori capitolino al Demanio Tobia Zevi e quella all’Ambiente Sabrina Alfonsi hanno pubblicizzato come evento eccezionale un’operazione di manutenzione ordinaria effettuata nei viali interni alla spiaggia libera quale lo sfalcio della macchia mediterranea e la rimozione della sabbia che invadevano la sede carraia.
I gestori dei chioschi ai Cancelli 1, 2, 6 e 7 non sanno se e quando saranno autorizzati ad aprire: lo scorso anno il via libera arrivò il 16 agosto. All’8° cancello il manufatto comunale è occupato da senza fissa dimora mentre il chiosco del 4° cancello è oggetto della disputa legale relativa all’assegnazione: il caso verrà discusso il 7 luglio al Consiglio di Stato e fino a quella data l’attività resterà chiusa.
Ignoto anche il destino dei servizi. Quello relativo al salvamento è appeso ai mancati rimborsi promessi ma non ancora effettuati da parte del Campidoglio ai gestori per le stagioni 2024 e 2025. E non si sa chi dovrà occuparsi della pulizia e igienizzazione di bagni e docce.
In questi stabilimenti balneari aperture difficili
E’ una domanda alla quale è praticamente impossibile dare risposta. Cerchiamo di dettagliare le diverse situazioni già consolidate.
Non apriranno di sicuro gli stabilimenti sottoposti a sequestro da parte della Procura di Roma. Si tratta di Mariposa, Peppino a Mare spiaggia, Bungalow, Oasi e Caletta. E’ sub judice la ripresa dell’attività al Bagni Bettina, impianto dissequestrato ma al momento solo per consentire la rimozione degli abusi edilizi. Fortemente limitata la stagione per il V-Lounge (che ha sotto sequestro parcheggi, piscina, veranda del ristorante e diverse cabine) e per il Venezia (220 cabine sequestrate).
C’è poi da definire le conseguenze della notifica di elezione di domicilio per presunti abusi edilizi avvenuta ieri a diversi concessionari. Tra questi figurano la Bonaccia e la Capannina. La Procura porrà sotto sequestro gli impianti in caso di mancate demolizioni? Non è prevedibile. Intanto proprio oggi è stato disposto il sequestro delle attrezzature realizzate sulla spiaggia dell’Arcobaleno Beach.
Un’ingiunzione a rimuovere la veranda del ristorante è arrivata anche ai concessionari del Belsito e altrettanto dovrà fare il gestore del Capanno con l’area del bar posto nuovamente sotto sequestro nei giorni scorsi.
Non apriranno di sicuro gli stabilimenti balneari sottoposti ad atti vandalici e ai danni dell’erosione: la Casetta, lo Sporting beach, lo Shilling, il Kursaal.

Impossibile immaginare anche l’apertura di due delle concessioni trionfalmente annunciate dall’amministrazione capitolina: il ristorante Lido, che è un manufatto allo stato grezzo, e il Village, dove è ancora in atto la bonifica e le attrezzature sono state tutte vandalizzat e quindi rese inutilizzabili.
Il Nauticlub Castelfusano ha una ingiunzione di sgombero da parte del Comune di Roma ma non c’è un assegnatario, considerato che il vincitore del bando si è ritirato.
Situazione complicata pure per quegli stabilimenti balneari per i quali sono state fatte le assegnazioni a nuovi gestori: i vecchi, raggiunti da offerte di indennizzo risibili fatte dagli assegnatari, stanno smontando tutti gli impianti e rimuovendo lettini con ombrelloni. Disdette anche le utenze. E’ il caso del Battistini e della Marinella. Presto lo sarà anche del Miramar e del Marechiaro. Per il ripristino da parte dei subentranti, e quindi per l’apertura delle attività, andranno valutati due aspetti: la convenienza economica per una sola stagione di lavoro e i tempi necessari.
Questi stabilimenti balneari sono abbastanza certi
In questo clima di incertezza, azzardiamo le nostre indicazioni. Saranno aperti e funzionanti gli stabilimenti con concessioni pluriennali: Tibidabo, Dune e Gambrinus. Sono pluriennali anche le concessioni di Venezia e Capanno con le limitazioni sopra evidenziate. La società concessionaria del Salus, in scadenza nel 2028, ha ormai concluso la procedura di concordato semplificato e condurrà regolarmente lo stabilimento.
Continuità di gestione e quindi nessuna sorpresa per Plinius, Lido Beach, Ancora, Zenith, Bussola e Urbinati. L’Elmi si è messo in regola, il Marechiaro non ha abusi ma si aspetta l’esito del ricorso al Tar . Il Vittoria attende ancora la proroga che non dovrebbe mancare. Il Corsaro è in attesa di sentenza per il suo ricorso al Tar e proprio l’aspetto giudiziario è una delle questioni aperte che vanno considerate per molte delle concessioni. Diversi concessionari risultati non vincitori dei bandi comunali dello scorso anno, infatti, hanno presentato ricorso al Tar. Il Tribunale amministrativo del Lazio dal 28 aprile fino al 12 maggio emetterà le proprie sentenze in merito alla contestata procedura capitolina di selezione dei vincitori. E tutte le carte potrebbero rimescolarsi.
C’è poi l’indagine coordinata dal procuratore aggiunto Giuseppe De Falco su presunte irregolarità e possibili connivenze all’interno della pubblica amministrazione nelle ricognizioni sulla consistenza di abusi edilizi e nell’espletamento dei bandi di assegnazione delle concessioni.
Spiagge libere urbane: incognita Ostia ponente
Gli assegnatari delle spiagge libere urbane della stagione balneare passata hanno ricevuto la proroga anche per il 2026. Aspettano le autorizzazioni per allestire i chioschi temporanei sui rispettivi spazi in gestione. Il Campidoglio ha omesso finora di lanciare un bando per l’area dell’ex Aneme e Core che si dice sarà suddivisa a metà tra i due gestori confinanti (ex Faber e piazza Scipione l’Africano) e non ha dato alcuna indicazione per i lotti di lungomare Duca degli Abruzzi gestiti l’anno scorso da Zetema. Non ci sono notizie neanche per la spiaggia dei cani, oggetti della ricostruzione con le sabbie del porto.




















