L’intervento di sequestro è avvenuto in queste ore presso lo storico stabilimento in Piazzale Magellano a Ostia. Al centro della contestazione la struttura destinata al bar e ristorazione, la cui conformazione risulterebbe essere differente rispetto a quanto previsto nei titoli abilitativi originali.
A un anno dal sequestro parziale della struttura, nuovi sigilli al bar del Capanno, bloccato a causa di difformità strutturali rilevate tra il titolo edilizio e la costruzione reale
L’intervento odierno è il risultato di un’operazione congiunta tra i militari della Guardia di Finanza e gli agenti della Polizia Locale in forza alla sezione di polizia giudiziaria. Al centro del provvedimento vi è la difformità architettonica rilevata dagli uffici tecnici comunali nei mesi passati. Le verifiche, supportate dall’evidenza delle foto satellitari, hanno confermato che il bar è stato realizzato con una pianta quadrata (foto in basso), violando il titolo edilizio che autorizzava esclusivamente una struttura a pianta circolare.

Per comprendere la portata di questo nuovo provvedimento, è necessario fare un passo indietro fino al 26 giugno dello scorso anno. In quella data, una massiccia operazione coordinata dalla Guardia di Finanza aveva scosso profondamente il litorale laziale, portando alla chiusura parziale dello stabilimento balneare, a cui in seguito fu consentito di riprendere a lavorare, con l’unica interdizione all’uso della tettoia esterna.
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Quella mattina di giugno, i bagnanti e i residenti si erano trovati di fronte a uno scenario surreale, con pattuglie delle Fiamme Gialle e della Polizia Locale che presidiavano gli ingressi della struttura firmata da Luigi Moretti.
L’azione giudiziaria aveva colpito uno dei simboli dell’architettura balneare italiana, lasciando centinaia di abbonati nell’impossibilità di usufruire dei servizi, se non per il breve tempo necessario a recuperare gli oggetti personali lasciati nelle cabine. Quell’episodio aveva segnato l’inizio di una stagione travagliata, caratterizzata da un clima di incertezza normativa che sembra non aver ancora trovato una risoluzione definitiva.

L’allarme degli habitué dello stabilimento balneare
Alle soglie dell’avvio di stagione, il nuovo sequestro di una parte della struttura, già sequestrata per difformità, e che secondo la magistratura continuava ad essere utilizzata, aveva allarmato residenti e turisti che frequentano abitualmente la spiaggia progettata da Moretti, e che avevano subito manifestato forte preoccupazione per il futuro di alcuni servizi fondamentali come la ristorazione.
La comunicazione dei concessionari del Capanno: “Un malinteso tecnico, siamo regolarmente operativi”
A seguito del provvedimento giudiziario, la proprietà della storica struttura ha voluto rassicurare immediatamente la clientela, smentendo l’ipotesi di una chiusura totale e precisando la natura dell’equivoco burocratico. Attraverso una nota ufficiale, i concessionari hanno chiarito che l’attività di ristorazione prosegue senza alcuna sosta: “Il provvedimento riguarda esclusivamente un’area circoscritta in fase di riqualificazione edilizia. La presenza di materiali all’interno di quello spazio è stata erroneamente interpretata come attività in corso, laddove l’area era invece ferma proprio in attesa dei titoli definitivi”. I legali sono già impegnati a dimostrare la piena trasparenza dell’operato, ribadendo che la cucina e lo staff restano a completa disposizione del pubblico per l’intera stagione.
Sigilli anche alle cabine del V-Lounge
L’operazione odierna segue di appena ventiquattro ore un altro duro colpo al litorale, con il sequestro di duecento cabine presso lo stabilimento di lusso V-Lounge. La Procura di Roma ha contestato la permanenza indebita delle strutture sul demanio marittimo oltre il termine della stagione, nonostante i gestori sostengano di possedere titoli edilizi permanenti e nulla osta della Soprintendenza. Per il celebre lido, già colpito l’anno scorso dal fermo di parcheggi e piscina, la nuova stagione balneare appare ora seriamente compromessa.
Il precedente di marzo 2026: sigilli alle cabine dello stabilimento Venezia
Lo scorso 12 marzo, la Guardia di Finanza ha eseguito un sequestro preventivo presso lo storico stabilimento Venezia, apponendo i sigilli a circa 200 cabine sull’arenile di lungomare Amerigo Vespucci. Secondo la Procura di Roma, le strutture violerebbero il Codice della Navigazione poiché mantenute permanentemente senza titoli validi o in modo difforme dai progetti. Il concessionario Ruggero Barbadoro ha respinto le accuse di abusivismo, rivendicando la regolarità delle licenze edilizie ottenute nel 2004. Per l’impianto si tratta di una ricaduta giudiziaria dopo i provvedimenti già subiti nel giugno 2025 per lievi difformità strutturali, poi sanate in estate.















