Bandi per la gestione delle spiagge di Ostia bloccati: la Procura indaga su connivenze del Campidoglio

La Procura ha aperto due fascicoli sulla gestione delle spiagge di Ostia: una sugli abusi negli stabilimenti balneari e l’altra sulle gare per l’affidamento degli stabilimenti balneari

Tanto tuonò che piovve: quella che il sindaco Roberto Gualtieri aveva annunciato come una rivoluzione nella gest9ione delle spiagge di Ostia, si è trasformata in una doppia indagine della Procura di Roma. I magistrati da una parte indagano sugli abusi edilizi relativi ad alcuni lidi e mai fatti demolire mentre dall’altra investigano sulle modalità relative ai bandi di gara per la gestione delle concessioni lanciati a febbraio dal Campidoglio.

La Procura ha aperto due fascicoli sulla gestione delle spiagge di Ostia: una sugli abusi negli stabilimenti balneari e l’altra sulle gare per l’affidamento degli stabilimenti balneari

Nessuno lo dice apertamente ma il sospetto della Procura di Roma è che in Campidoglio ci sia chi ha “chiuso un occhio” su illegalità e su bandi di gara “allegri” per la gestione degli stabilimenti balneari. Insomma, si vogliono scovare eventuali connivenze con le imprese balneari vecchie e nuove.

Sono le indiscrezioni trapelate dal vertice tenutosi a Piazzale Clodio martedi 9 dicembre tra i magistrati delle sezioni che si occupano di abusivismo edilizione e di corruzione. Le inchieste sono coordinate dal procuratore aggiunto Giuseppe De Falco, esperto di reati contro la pubblica amministrazione.

Bandi di gara sotto la lente d’ingrandimento

Il 14 febbraio scorso, in una conferenza stampa trionfante il sindaco Roberto Gualtieri e il suo assessore al Demanio Tobia Zevi si erano espressi entusiasticamente sulla rivoluzione che avrebbero adottato nell’assegnazione delle concessioni balneari scadute. Furono lanciato due bandi per gli stabilimenti e uno per le spiagge libere. Da allora non sono state ancora elaborate graduatorie definitive per l’assegnazione degli impianti. Peraltro, incombe anche un ricorso al Tar sul quale prima era stata concessa una sospensiva poi respinta dal Consiglio di Stato. Il 10 febbraio prossimo i giudici amministrativi la discuteranno nel merito.

Ad accendere la miccia sono stati alcuni esposti, uno dei quali ha riguardato il singolare caso del Nauticlub Castelfusano. Da subito, a proposito dei bandi di gara, si è ipotizzato che dietro molte delle aziende (alcune costituite ad hoc) arrivate prime nelle graduatorie temporanee per le nuove concessioni si nascondano, attraverso intrecci societari, gli stessi balneari o loro familiari che hanno gestito per decenni le spiagge di Ostia.

Riflettori accesi anche sul bando delle spiagge libere, andato deserto per gli arenili di Ostia Ponente (poi assegnati a Zetema) e sui chioschi che sono stati fatti smontare in tutta fretta dal Campidoglio che li aveva autorizzati a restare anche in inverno, contravvenendo al disciplinare di gara.

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Gli abusi edilizi

L’estate 2025 si ricorderà come la stagione dei sequestri e delle chiusure degli stabilimenti balneari risultati abusivi. Il 20 maggio la Guardia di Finanza su disposizione del pm aveva messo i sigilli (tuttora attivi) al Bungalow, ai Bagni Bettina, alla Mariposa e al Peppino a Mare (spiaggia,non il ristorante) perché aperti senza concessione demaniale marittima. A giugno, invece, sono state sequestrate strutture realizzate negli anni senza titolo edilizio: l’11 era toccato al Venezia (poi riaperto) e il 26 a parte de Il Capanno. Poi il 18 luglio sono state messo sotto sequestro varie parti del V-Lounge: i parcheggi, la piscina, la veranda del ristorante e la terrazza.

L’indagine della Procura punta a chiarire perché non sono state definite le opere abusive, perché non sono state fatte demolire e perché il Comune di Roma, anche attraverso la Polizia Municipale, non ha perseguito i compiti d’ufficio.

E’ fondamentale evidenziare che per più di un anno, durante il 2024, i tecnici di Risorse per Roma hanno effettuato rilievi, verifiche e persino fotografie attraverso i droni per accertare le “consistenze” degli stabilimenti ovvero le superfici inserite nelle concessioni e le eventuali opere difformi dai titoli edilizi.