Estate con poche cabine sulle spiagge a Ostia. A rischio la stagione per i chioschi di Capocotta

Il Comune di Roma ordina la rimozione delle cabine in quasi tutti gli stabilimenti balneari di Ostia. L’Ispettorato edilizio del X Municipio: “Pedane dei chioschi di Capocotta abusive, servono i permessi”

Nuovo piano arenili
Ostia lungomare (immagine di repertorio)

Ostia va incontro a un’altra stagione disastrosa. Dopo i ritardi e i sequestri dell’estate 2025, quella che si avvicina a grandi passi si profila per le spiagge del litorale romano come un altro periodo di sgomberi, demolizioni, sequestri. La gran parte delle cabine negli stabilimenti balneari dovranno essere rimosse mentre a Capocotta, dopo il sequestro all’Oasi Naturista, si profilano all’orizzonte i sigilli in altri chioschi.

Il Comune di Roma ordina la rimozione delle cabine in quasi tutti gli stabilimenti balneari di Ostia. L’Ispettorato edilizio del X Municipio: “Pedane dei chioschi di Capocotta abusive, servono i permessi”

E’ il quadro a tinte fosche emerso dalla Commissione capitolina Patrimonio tenutasi stamattina a Ostia sulle “Problematiche del litorale”. A presiederla c’era il presidente della commissione, Yuri Trombetti, mentre erano collegati online il rispettivo assessore Tobia Zevi e i vertici amministrativi coinvolti nella gestione delle spiagge.

A rischio l’apertura dei chioschi di Capocotta

La Polizia locale e l’Ispettorato edilizio del X Municipio, dopo aver posto i sigilli alla pedana sul quale dovrà essere appoggiato il chiosco dell’Oasi Naturista, ha effettuato nei giorni scorsi il sopralluogo sugli altri punti ristoro e ha diffidato i gestori di ottenere quanto prima per le loro strutture (autorizzate tutte dal Campidoglio) il nulla osta della Soprintendenza Paesaggistica e delle Dogane. Pena il sequestro immediato.

E’ stato il direttore dell’Ufficio Tecnico del Decimo, Gabriele Sani, a chiarire le lacune dell’amministrazione capitolina nel processo autorizzativo dei chioschi di Capocotta. “Le pedane realizzate per l’abbattimento architettonico e per superare il dislivello della spiaggia – ha specificato – non erano presenti sulle carte del bando di assegnazione dei chioschi e neanche sugli elaborati grafici del Campidoglio. C’è un’evidente discrasia tra quanto previsto e autorizzato e quanto realizzato”. Maria Teresa Orlando, responsabile della Direzione Agricoltura sotto la responsabilità della quale ricade Capocotta, ha confermato che a uno specifico quesito rivolto alla Sovrintendenza statale alla Paesaggistica, questa ha risposto che anche per le pedane è necessario il nulla osta, incluso quello delle Dogane.

Insomma, il rischio è che in assenza di quei pareri, i chioschi di Capocotta dovranno essere tutti chiusi e posti sotto sequestro.

Cabine decimate negli stabilimenti balneari di Ostia

Il diktat è perentorio e arriva direttamente da Roma ai concessionari degli stabilimenti balneari: le cabine per le quali non è dimostrabile il titolo edilizio ovvero la licenza edilizia, vanno rimosse entro il 31 marzo. Se non provvederanno in proprio i concessionari, agirà il Comune di Roma in danno (ovvero con spese da rivalersi nei confronti del concessionario).

Il provvedimento riguarda una trentina di stabilimento balneari. In alcuni le operazioni di demolizione sono già iniziate: è il caso del Delfino di piazza Sirio. La questione è sorta dopo che in Campidoglio ci si è accorti di aver messo a bando stabilimenti balneari gravati da abusi edilizi: il passaggio di consegne al vincitore della gara dovrà avvenire con i manufatti tutti in regola. E se sono in regola, è facoltà del vecchio gestore rimuoverle e portarle via perché appartenenti al patrimonio aziendale.

E qui si apre un’altra questione: il responsabile della direzione dipartimentale Demanio, Carlo Mazzei, anche stamattina ha assicurato che sono state pubblicate le determine relative alle graduatorie definitive dei due bandi per la gestione degli stabilimenti balneari di Ostia. In realtà, di questi provvedimenti definitivi non c’è traccia online. Bandi di gara, peraltro, sotto i riflettori della Procura che sta indagando sulla loro regolarità.

Resta il fatto che saranno pochissime le cabine destinate a restare in piedi al servizio dei bagnanti per la prossima stagione, anche se da Roma è venuto uno spiraglio di speranza. “Nei casi di subentro – ha chiarito Mazzei – le cabine presenti dovranno essere in ogni caso assentite da specifico provvedimento. Cercheremo di mantenere lo status quo per fare verifiche successive alla stagione balneare”.

Il caso Marechiaro e Kelly’s

Il vecchio concessionari del Marechiaro e dell’annesso ristorante Kelly’s è uno dei soggetti che ha ricevuto l’ordine di sgombero per far posto agli assegnatari. “Ci tengo a evidenziare che non abbiamo visto rassegnato lo stabilimento non perché abbia commesso abusi ma per un mero errore tecnico – chiarisce Claudio Lacerenza, presente su quella spiaggia dal 1973 prima come dipendente poi come concessionario – Il nostro tecnico ha presentato la domanda di partecipazione alla gara nei termini: abbiamo la copia della pec inviata all’ufficio preposto. Dal Campidoglio, però, si sostiene che le domande non sono mai pervenute. Sarà il Tar, al quale mi sono rivolto, a chiarire se abbiamo torto o ragione”.

Un analogo caso ha riguardato lo stabilimento balneare Vittoria la cui richiesta è stata affidata al medesimo studio tecnico del Marechiaro e del Kelly’s.

A proposito di Tar del Lazio, va ricordato che i giudici amministrativi si riuniranno il 12 maggio prossimo per valutare la sussistenza dei ricorsi presentati da diverse ditte contro la regolarità dei bandi di gara per la gestione degli stabilimenti balneari di Ostia.