In quale stabilimento balneare di Ostia fare l’abbonamento per l’ estate 2026

Dopo l’appello dell’assessore a “controllare” la regolarità dello stabilimento balneare prima di sottoscrivere l’abbonamento alla stagione 2026, diamo una risposta con le carte in mano

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Ha suscitato non poche polemiche la dichiarazione dell’assessore comunale al Demanio e Patrimonio Tobia Zevi che affida ai bagnanti il compito di accertarsi della regolarità dello stabilimento balneare di Ostia nel quale si intende sottoscrivere l’abbonamento per la stagione estiva 2026. L’anno scorso tra sequestri operati dalla magistratura e concessioni non riaffidate, le brutte sorprese (e i mancati rimborsi) per gli abbonati non sono mancate.

Dopo l’appello dell’assessore a “controllare” la regolarità dello stabilimento balneare prima di sottoscrivere l’abbonamento alla stagione 2026, diamo una risposta con le carte in mano

In realtà, chiarito che quello di accertarsi della regolarità di una concessione in termini edilizi è un compito che spetterebbe ai tecnici dell’amministrazione (dopo un lavoro ben retribuito a Risorse per Roma che per svolgerlo si è avvalso anche dell’uso di droni), può essere utile leggere le carte emesse dal Campidoglio stesso per fare luce sulla vicenda.

In particolare è la deliberazione 5066 del 2025 emessa dal Dipartimento Patrimonio e Politiche abitative a fare fede rispetto ai dati relativi alle concessioni demaniali marittime e alla quota di arenile riservato alla pubblica fruizione di Ostia.

Nella tabella pubblicata dal Campidoglio vengono evidenziate le concessioni pluriennali, quindi più sicure nell’erogazione dei servizi balneari anche nell’estate 2026, quelle in concessione temporanea (un anno rinnovabile fino al 2027) e quelle decadute. Dalla scheda si conteggia che gli arenili fruibili per finalità turistico ricreative (al netto delle aree riservate a Enti Statali/Forze Armate) sono un totale di 13.108 metri lineari. L’arenile “certificato” per la pubblica fruizione è di 6.635,91 metri lineari (pari al 50,62% del totale) mentre quello “occupato da concessioni” è di 6.472,09 metri lineari (49,38%).

Le concessioni pluriennali

A Ostia ci sono diversi stabilimenti balneari che non sono in scadenza, vale a dire che hanno una concessione non temporanea perché pluriennale. E’ evidente che questi garantiscono più di altri la continuità del servizio estivo almeno fino alla scadenza del loro titolo concessorio. Il Campidoglio comunica che questi stabilimenti sono: il Salus (fino al 2028), il Capanno (2029), Tibidabo (2028), le Dune (2028), il Cotral (2029), il Venezia (2030), il Gambrinus (2029).

Le concessioni temporanee

Per le concessioni temporanee, ovvero quelle rinnovate di anno in anno dal Comune di Roma in attesa dell’approvazione del Pua (Piano di Utilizzazione degli Arenili) e di un successivo bando di gara pluriennale, c’è un grande punto interrogativo. Gli stabilimenti balneari che sono stati messi a bando nel febbraio dello scorso anno non possono essere assegnati ai vincitori perché è in piedi un ricorso al Tar del Lazio. I giudici amministrativi entreranno nel merito della validità di quei due bandi nella seduta convocata per il 10 febbraio e fino ad allora non si saprà se le graduatorie delle gare sono valide o meno.

Le concessioni temporanee interessate dal giudizio del Tar sono: Arcobaleno, Conchiglia, Urbinati, Elmi, Battistini, Lido, Delfino, Belsito, Plinius, Mami, Vecchia Pineta, Nuova Pineta-Pinetina, Orsa Maggiore, Dop. Atac, Zentit, Nauticlub Castelfusano, Le Palme, V-Lounge, La Caletta, La Bussola, La Bicocca, Circolo velico Azzurra, La spiaggia, la Vela, Miami, la Bonaccia, Guerrino er Marinaro, il Corsaro, il Gabbiano, l’Ancora, l’Oasi, La Marinella, il Marine Village.

Non figurano tra le concessioni temporeane ma sono ancora gestiti dai vecchi concessionari gli stabilimenti Bagni Vittoria, Marechiaro, El Miramar, la Lega Navale e la Playa.

Sequestri non interrotti

Restano sotto sequestro – e non si conosce il loro destino – gli stabilimenti che la magistratura ha messo sotto sigilli nell’estate 2025. E’ bene ricordare che di quelli l’amministrazione capitolina aveva certificato le concessioni temporanee e quindi, in qualche modo, la loro regolarità: si tratta di Mariposa, Peppino a Mare spiaggia, Bagni Bettina e Bungalow.

Stabilimenti devastati da incuria, vandali ed erosione

A Ostia esiste anche un “cimitero” degli stabilimenti balneari. Chiusi per irregolarità reali o presunte, lasciati incustoditi dall’amministrazione capitolina (responsabile dei beni pubblici sul demanio marittimo), sono stati devastati alcuni da vandali e senzatetto oppure semidistrutti dall’erosione.

Nell’elenco figurano impianti che per decenni sono stati il vanto dell’accoglienza balneare, elementi iconici anche sotto il profilo architettonico e ora sono poco più che ruderi. E’ il caso del Kursaal e della Casetta così come dello Sporting Beach e della Rotonda (ex Shilling).

Il Village, affidato alla gestione dei Beni confiscati alla criminalità organizzata e rilevato l’anno scorso dal Campidoglio, è il caso più clamoroso di abbandono di uno spazio pubblico oggi impraticabile e pericoloso.