Centrosinistra, Renzi apre a Conte: “Se vince le primarie lo sosterrò”

(Adnkronos) – “Noi siamo quelli che hanno portato Mattarella al Quirinale, loro – riferito ai Cinque Stelle – Salvini al Viminale”. Matteo Renzi, a Milano per presentare il suo ultimo libro, guarda però più al futuro che al passato: e così ai “gesti delle manette” in aula, alle questioni personali, preferisce mettere avanti la politica. Alla domanda, destinata a tornare centrale nel dibattito dentro il campo largo – siete disposti a sostenere Giuseppe Conte qualora vincesse le primarie? – il leader di Italia Viva risponde senza girarci troppo intorno: “Sì, se ci sono le primarie, chi le vince rappresenta tutti. Poi io faccio di tutto perché non le vinca quello che considero il più distante. Ma se le vince, governa lui. Punto”. 

 

Una posizione che segna le distanze politiche, ma al tempo stesso individua una possibile regola per costruire un’alleanza: contendersi la leadership attraverso le primarie e, una volta scelto il vincitore, riconoscerne la legittimazione. Le differenze, del resto, restano profonde e attraversano tanto la sinistra quanto la destra, soprattutto sul terreno della politica estera, che “un tempo univa il Paese” e oggi divide anche gli schieramenti al loro interno. 

Sul conflitto in Ucraina, Renzi rivendica la necessità di mantenere il sostegno a Kiev: “Bene l’iniziativa politica, ma se noi domani mattina smettessimo di aiutare l’Ucraina militarmente ed economicamente non è che sarebbe finita la guerra, ma sarebbe finita l’Ucraina, e con lei l’Europa. E non lo possiamo accettare”. 

 

Il ragionamento si sposta, quindi, sulla necessità di tornare a fare politica, cercando sintesi invece di alimentare divisioni. Ed è qui che arriva la stoccata a Carlo Calenda e alla rottura del Terzo Polo. “Se qualcuno non avesse rotto il Terzo Polo nel modo più scriteriato possibile, oggi ci sarebbe un polo di centro capace di fare da ago della bilancia e alternativa in un’area di centrosinistra”, sostiene Renzi. Poi l’affondo, sempre rivolto a Calenda, senza mai citarlo: Quelli che continuano a spaccare tutto perché dicono “quello non mi piace, quello non va bene”, quelli non fanno politica, ma emettono delle sentenze. È il populismo degli antipopulisti questa roba qui”. 

Per Renzi, però, la partita non può esaurirsi nella ricerca di nomi e formule. Il punto, insiste, sono i programmi. La prossima Leopolda sarà anche l’occasione per rilanciare le battaglie di Italia Viva su garantismo e giustizia, con la presenza di esponenti del mondo giudiziario e di persone coinvolte in vicende giudiziarie. Ma il messaggio politico che arriva da Milano guarda soprattutto al centrosinistra e al possibile percorso comune. Renzi non sembra intenzionato a fare della presenza di Italia Viva in una coalizione una questione di fotografie o di formule. “Io non ho bisogno di stare nella foto con Bonelli”, dice, ringraziando Beppe Sala per aver sollecitato il centrosinistra a non escludere Italia Viva. “A me interessa che il centrosinistra metta al centro della propria azione politica proposte per i prossimi dieci anni, per un’Italia viva”. 

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