Il Campidoglio ha dato il via libera urbanistico al progetto di Astral (Regione Lazio) per la realizzazione di capannoni alti fino a dieci metri e lunghi duecento proprio sulla porta d’ingresso di Ostia. Serviranno per accogliere le officine di ricovero e manutenzione dei treni in uso sulla Metromare.
Il Campidoglio approva la realizzazione di capannoni alti dieci metri e lunghi duecento proprio nella sulla porta d’ingresso della città. Ecco a cosa serviranno
Un’opera importante per il corretto funzionamento della Metromare ma di grande impatto sulla skyline di Ostia si realizzerà proprio sull’ingresso storico della cittadina balneare. Il Comune di Roma, infatti, ha sbloccato gli aspetti autorizzativi e urbanistici del deposito Astral-Cotral al servizio del trenino Roma-Lido che avevamo già anticipato su queste pagine. Si tratta di una struttura imponente che andrà a occupare l’area dell’ex scalo merci, proprio sulla porta d’accesso dell’asse via Ostiense-via del Mare.
Il complesso si estenderà su una superficie di 37mila metri quadrati stretti tra i binari della Metromare, via Lucio Lepidio e via Ostiense. Su quell’area, ampia come quasi sei campi da calcio, saranno realizzate otto linee di lavorazione dei convogli con carri-ponte e due capannoni alti circa dieci metri, lunghi duecento e larghi circa sedici. Costo dell’operazione: 58 milioni di euro stanziati con i Fondi di Sviluppo e Coesione (FSC) del bilancio pluriennale dell’Unione Europea 2021-2027. Il cantiere aspettava da un anno e mezzo le autorizzazioni comunali.
Benchè si tratti di una struttura indispensabile per il buon funzionamento della ferrovia Metromare – semprechè arrivino i treni-truffa che la Regione Lazio di Zingaretti ha pagato in anticipo alla Firema che aveva presentato fidejussioni taroccate azienda poi salvata con i soldi del Governo– non mancano le perplessità riguardo alla scelta nella sua collocazione. “Per decenni – sottolinea Renzo Pallotta, coordinatore Forza Italia X Municipio – Ostia ha vissuto lo squallido panorama dei rottami dei vecchi convogli parcheggiati su quell’area, proprio all’ingresso della città. Adesso con queste strutture, sarà un paesaggio post-industriale ad accogliere i visitatori di Ostia. E si potrà dire addio a qualsiasi progetto di valorizzazione dell’area, funzionale ad un uso direzionale di quei terreni”.
La Regione Lazio è concessionaria anche dei terreni circostanti, oggi occupati da un fioraio e dal luna park. “Per le officine si potevano scegliere altre aree, marginali rispetto al centro di Ostia – evidenzia Pallotta – così come è auspicabile un uso diverso e più funzionale alle esigenze della città del resto delle concessioni regionali di quella zona”.


















