Ferrovie dello Stato “salvano” i treni per la Metromare e per la Roma-Viterbo

Dopo otto anni di ritardi e la denuncia di garanzie false, Ferrovie dello Stato rileva la produzione per consegnare finalmente i treni di Metromare e Roma-Viterbo ai pendolari

Il Gruppo Ferrovie dello Stato Italiane ha ufficialmente finalizzato l’acquisizione del ramo d’azienda operativo di Titagarh Firema, mettendo la parola fine a uno dei gialli industriali più complessi degli ultimi anni. Non si tratta di una semplice operazione di mercato, ma di un intervento sistemico necessario per blindare la produzione di materiale rotabile strategico, tra cui spiccano i 38 nuovi treni destinati alla Metromare e alla Roma-Viterbo.

Dopo otto anni di ritardi e la denuncia di garanzie false, Ferrovie dello Stato rileva la produzione per consegnare finalmente i treni di Metromare e Roma-Viterbo ai pendolari

L’ingresso di Firema nel perimetro FS, attraverso la controllata FS Fabbrica Italiana Treni, garantisce la continuità di commesse che rischiavano di naufragare tra polizze assicurative sospette, ritardi infrastrutturali e crisi di liquidità del colosso indiano Titagarh, assicurando così ai pendolari la speranza di una flotta finalmente rinnovata.

La cronistoria del disastro: dalle polizze al blocco

Per comprendere l’importanza dell’operazione odierna, occorre ripercorrere la vicenda iniziata nel 2018 sotto la giunta Zingaretti. All’epoca, l’amministrazione regionale assegnò a Firema una commessa da 315 milioni di euro per la fornitura di nuovi treni e la loro manutenzione decennale.

Tuttavia, tra il 2024 e il 2025, è esploso il caso delle fideiussioni: la Regione Lazio, guidata da Francesco Rocca, ha denunciato alla Procura che le garanzie poste a tutela degli anticipi versati (circa 56 milioni di euro) erano fittizie o addirittura false. Uno stallo legale, che aveva portato alla sospensione dei pagamenti verso l’azienda di Caserta nel novembre 2024, congelando di fatto la produzione dei convogli che i pendolari attendevano già da gennaio dello stesso anno.. corinnakopf nude

Il nodo delle infrastrutture e l’omologazione

Oltre al problema finanziario, un ulteriore ostacolo era rappresentato dall’inadeguatezza delle linee. Anche se i nuovi treni fossero stati consegnati puntualmente, la Metromare e la Roma-Viterbo non sarebbero state in grado di accoglierli.

I sistemi di segnalamento (SCMT sulla Lido e ERTMS sulla Viterbo) e le sottostazioni elettriche non erano ancora adeguati agli standard necessari per ottenere la certificazione di sicurezza ANSFISA. Senza la compatibilità tra binario e vagone, i convogli appena usciti dalla fabbrica sarebbero rimasti mestamente stoccati nei depositi, impossibilitati a circolare per mancanza di omologazione.

L’integrazione verticale del Gruppo FS

L’acquisizione annunciata ieri, 4 marzo 2026 dal Gruppo FS, guidato da Stefano Antonio Donnarumma, risolve il problema alla radice attraverso l’integrazione verticale. Acquisendo gli asset di Firema, Ferrovie dello Stato assume il controllo diretto della progettazione e della costruzione.

Questo permette di coordinare meglio l’equipaggiamento tecnologico dei treni con i lavori di ammodernamento dell’infrastruttura attualmente in corso sulle linee laziali. In questo modo, i ritardi accumulati per i nuovi sistemi di collegamento terra-treno potranno essere gestiti internamente, evitando ulteriori contenziosi legali tra ente appaltante e fornitore.

Commesse nazionali e fondi PNRR

L’operazione non salva solo il trasporto regionale laziale, ma tutela anche forniture nazionali di enorme valore economico. All’interno del pacchetto acquisito figurano infatti 70 carrozze per gli Intercity Notte, una commessa finanziata con i fondi del PNRR per un valore che sfiora i 732,5 milioni di euro.

Se Firema fosse fallita o rimasta bloccata dai veti incrociati delle fideiussioni, l’Italia avrebbe rischiato di perdere i finanziamenti europei per l’impossibilità di rendicontare la consegna dei treni entro i termini stabiliti. Il via libera dell’Antitrust (AGCM), arrivato nel febbraio 2026, ha sancito che questa concentrazione industriale non distorce la concorrenza, ma rafforza anzi la resilienza della filiera ferroviaria italiana.

Una nuova speranza per i pendolari

Con il passaggio di Firema nell’orbita di FS Fabbrica Italiana Treni, si apre finalmente una prospettiva concreta per la fine del calvario degli utenti della Roma-Lido e della Roma Nord. La messa in sicurezza dei posti di lavoro a Caserta e il consolidamento delle competenze tecnologiche permetteranno di rimettere in moto le catene di montaggio per i treni fantasma.

Sebbene i tempi tecnici di produzione e collaudo richiedano ancora pazienza, la gestione diretta da parte dello Stato rimuove l’incertezza legale e finanziaria che per anni ha tenuto in ostaggio il diritto alla mobilità di migliaia di cittadini romani e laziali.