Ostia, si converte all’Islam e sposa un’iraniana, poi i maltrattamenti: “Ti taglio la testa”

L’uomo è stato condannato a scontare una pena di due anni e 7 mesi di reclusione con l’accusa di maltrattamenti familiari e lesioni 

maltrattamenti
Foto di repertorio

Maltrattamenti e minacce. “Ti taglio la testa e ti butto al mare”. Sono le parole dure che un 62enne di Ostia avrebbe rivolto più volte alla moglie 39enne iraniana. Si era convertito alla fede musulmana ed era andato in Iran per sposare una donna, ma quando lei è arrivata ad Ostia non l’ha più voluta in casa. A quel punto, secondo quanto testimoniato dalla 39enne, sarebbero iniziati i soprusi e le minacce.

L’uomo è stato condannato a scontare una pena di due anni e 7 mesi di reclusione con l’accusa di maltrattamenti familiari e lesioni

Prima del loro matrimonio, i due si sono visti solamente un paio di volte. Si sono conosciuti grazie ad un amico del 62enne di Ostia, anche lui di origini iraniane, che conosceva la ragazza poiché nel suo paese di origine lavorava come badante per i suoi genitori.

il 2 gennaio del 2020 la coppia decide di sposarsi, ma lei lo raggiunge in Italia soltanto a luglio, al termine della fase acuta della pandemia e delle restrizioni. La donna arriva ad Ostia in estate, ma non riceve una bella accoglienza, anzi. Lui non la vuole in casa e la intima di andare e via perché innamorato di un’altra donna. Secondo le diverse testimonianze rese in aula, era costretta a subire maltrattamenti e soprusi di ogni genere, persino minacce di morte.

“Ti taglio la testa e ti faccio sparire in mare, tanto qui non ti conosce nessuno”, le avrebbe detto Pasquale in più di una circostanza. Un regime di vita “insostenibile e penoso”, ha sostenuto l’avvocato della giovane. In più ci sarebbero state delle violenze fisiche: spinte in strada e un trauma cranico procurato.

Maltrattamenti alla moglie, la difesa: “Era un matrimonio combinato”

Secondo l’accusa, dunque, il marito non la voleva più ed è stato condannato per maltrattamenti. La difesa invece parla di matrimonio combinato: “L’uomo – spiega il legale – si è prestato per far venire la giovane in Italia ed è stato pagato 2mila euro. Non la voleva perché non la amava e temeva che volesse rubargli la casa”.


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