Nettuno, agguato di falsi agenti a padre e figlio: grave 16enne

L'imboscata è avvenuta quest'oggi, 2 marzo, intorno alle 12.30 in via Greccio

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Si sono finti poliziotti per aver accesso alla abitazione di due malcapitati, padre e figlio, e hanno poi subito aperto il fuoco contro di loro, a Nettuno in quello che ha tutta l’aria di essere un vero e proprio regolamento di conti.

L’imboscata è avvenuta quest’oggi, 2 marzo, intorno alle 12.30 in via Greccio

Le due vittime, raggiunte da colpi di arma da fuoco da parte di due uomini che si erano presentati come rappresentanti delle forze dell’ordine e una volta aperta la porta hanno iniziato a sparare, quest’oggi, 2 marzo intorno alle 12.30 in via Greccio.

Le condizioni del 16enne sono da subito sembrate le più gravi, tanto da rendere necessario il trasporto in ospedale del ragazzo con l’ausilio dell’Eliambulanza presso il policlinico Agostino Gemelli, mentre il papà è stato condotto presso l’Ospedale Riuniti di Anzio.

Con lo stratagemma di fingersi tutori dell’ordine si sono fatti aprire la porta di casa di un 44 enne di origini pugliesi che si trovava agli arresti domiciliari e davanti a loro si è presentato il figlio, colpito immediatamente da due proiettili alla testa ed al torace. Poi è stato il turno del padre, ferito anch’esso con diversi colpi di pistola. Finito il “lavoro”, i due finti poliziotti sono fuggiti facendo perdere le loro tracce.

L’obiettivo dei sicari era Antonello Francavilla, 44 anni, ritenuto uno dei capi della mafia foggiana e ai domiciliari dal marzo 2021. Ad aprire la porta sarebbe stato il padre, convinto che fosse in corso un controllo delle forze dell’ordine. I sicari hanno subito esploso alcuni colpi ferendo Francavilla. Il ragazzino si sarebbe chiuso nel bagno ma i killer, dopo avere sfondato la porta, hanno sparato altri tre colpi ferendolo alla testa e al torace. Dopo il blitz i killer si sono dati alla fuga, forse a bordo di un’auto guidata da un complice.

Le condizioni del minorenne sono apparse subito gravissime. È stato trasportato in codice rosso all’ospedale di Anzio e poi trasferito in eliambulanza al policlinico Gemelli di Roma dove è stato sottoposto ad interventi di neurochirurgia e toracica e posto in coma farmacologico. «Un quadro clinico critico, la prognosi è assolutamente riservata», spiegano fonti ospedaliere.

Il padre, che ha riportato ferite meno gravi, era finito in carcere nel novembre 2013 in un blitz antidroga. Assieme al fratello Emiliano e al suocero Roberto Sinesi, 62 anni, nome storico della mafia foggiana, è ritenuto al vertice del clan Sinesi-Francavilla, una delle tre batterie della ‘Società Foggianà. Francavilla sta scontando agli arresti domiciliari condanne definitive alla pena complessiva di 13 anni e 4 mesi di reclusione sia per concorso nell’importazione di 300 quintali di hashish dal Marocco, via Spagna, a Foggia, sia per associazione mafiosa. È stato inoltre condannato a sei anni in appello per estorsione aggravata dal metodo mafioso. In quest’ultimo caso la vittima secondo le indagini è un imprenditore del settore agroalimentare di Foggia che per otto anni avrebbe pagato il pizzo a esponenti di due clan della Società foggiana attraverso tangenti mensili, assunzioni fittizie di personale in azienda e «contributi» per le spese legali di un detenuto.

Il papà di Antonello Francavilla, Mario, detto il «nero», fu ammazzato nel gennaio del 1993 mentre, a bordo di una auto, rientrava a casa. Il delitto avvenne nell’ambito della ‘guerrà ultra trentennale tra clan mafiosi rivali.

Il duplice tentato omicidio di oggi arriva a pochi giorni dalla maxioperazione della Dda di Roma che ha portato all’arresto di 64 persone accusate di fare parte di gruppi criminali di stampo ‘ndranghetista proprio nella zona di Nettuno ed Anzio. Associazioni a delinquere che hanno puntato ad infiltrare le amministrazioni locali cercando di mettere le mani sui ricchi appalti legati soprattutto allo smaltimento dei rifiuti.

Sul posto per le verifiche del caso gli agenti del locale commissariato di polizia di Nettuno e gli investigatori della squadra mobile, che hanno iniziato la caccia alla coppia di killer, che al momento risultano però irreperibili.

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