Nettuno, giardini di via della Vittoria intitolati a Bruno Zevi, l’architetto che sfuggì alle persecuzioni

Bruno Zevi, vero nettunese doc, fu costretto a lasciare l'Italia nel 1938 a seguito delle leggi razziali

Nettuno: sono stati Intitolati quest’oggi, 27 gennaio a Bruno Zevi i giardini di via della Vittoria, con l’inaugurazione di una apposita targa all’interno dell’area verde in memoria dell’architetto e storico che sfuggì alle persecuzioni, un vero nettunese doc.

Bruno Zevi, vero nettunese doc, fu costretto a lasciare l’Italia nel 1938 a seguito delle leggi razziali

Il Sindaco di Nettuno Alessandro Coppola ha scoperto la targa dedicata all’Architetto “innamorato di Nettuno”, costretto a lasciare l’Italia per sfuggire alle leggi razziali, insieme al figlio Luca Zevi e al nipote Tobia Zevi, assessore al Patrimonio e alle Politiche Abitative di Roma Capitale.

Nettuno, giardini di via della Vittoria intitolati a Bruno Zevi, l'architetto che sfuggì alle persecuzioni 1
L’architetto e storico Bruno Zevi

Oggi siamo qui per onorare un amico di Nettuno, una persona che con il suo talento e la sua voglia di vita ha reso onore alla nostra città nel mondo: Bruno Zevi – queste le parole del Sindaco Alessandro Coppolalui abitava a due passi da qui, nella casa di famiglia in via Pietro Talenti 2, che all’epoca si chiamava via Belvedere, dove più volte l’anno tornava per trascorrere un po’ di tempo di fronte al mare e distrarsi dagli impegni della vita quotidiana. Una passione mai svanita quella di Zevi per Nettuno, neanche quando a causa delle leggi razziali, nel 1938, fu costretto a fuggire prima in Inghilterra e poi in America”.

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“Al punto che – specifica il primo cittadinoin una lettera scritta nel 1997 all’allora assessore all’Urbanistica del comune di Nettuno Enzo Toselli, le sue parole hanno rinforzato ancora una volta un legame indissolubile con Nettuno e la sua storia, al punto che ne potremmo fare una manifesto programmatico per chiunque in questa città voglia fare politica o semplicemente recitare una parte attiva nella società: ‘Conosco ogni metro quadrato della città e dei dintorni. Di Nettuno sono davvero innamorato, e credo nel suo futuro’”.

Zevi fu architetto di fama mondiale, critico d’arte e storico dell’arte italiana, ma soprattutto grande amico di Nettuno a cavallo di due millenni.

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“Da oggi – conclude Coppola – a pochi metri da dove lui era solito godersi il mare ed il relax che qualche anno dopo gli è stato negato a causa delle leggi razziali, qualche giovane della nostra città potrà passeggiare traendo ispirazione dalla memoria di un uomo che tanto ha dato per la nostra nazione e che tanto ha amato la nostra Nettuno”.

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