Ladispoli, murato l’ingresso della sala d’aspetto della stazione: era rifugio per i senzatetto

Chiusa con delle pareti in cartongesso la sala d'attesa, rifugio da tempo di tanti clochard che minavano la sicurezza e la salubrità della stazione

Ladispoli: la sala d’attesa della stazione era utilizzata da tempo come rifugio per i senzatetto ed è stata appositamente murata con delle pareti in cartongesso per impedire che perdurasse il suo utilizzo come luogo di bivacco dei clochard.

Chiusa con delle pareti in cartongesso la sala d’attesa, rifugio da tempo di tanti clochard che minavano la sicurezza e la salubrità della stazione

Questa la misura attuata da ieri da parte della amministrazione comunale per impedirne l’accesso ai tanti clochard che popolavano la struttura di giorno ma prevalentemente di notte.

Ladispoli, murato l'ingresso della sala d'aspetto della stazione: era rifugio per i senzatetto 1

Era diventato infatti un luogo di riparo per gli sbandati del posto da circa un anno, utilizzato per scampare al freddo e ripararsi, tra coperte, bottiglie di vino e cartoni sparsi per tutta l’area da decine di disperati. Questa la decisione drastica presa di comune accordo con i dirigenti delle ferrovie per porre fine al problema. Una soluzione drastica resasi necessaria per porre fine alla sporcizia ed al degrado conseguente a seguito delle tante proteste dei pendolari che ne denunciavano lo stato di fatto, e si trovavano a dover attendere i treni affollando le banchine facendo lo slalom tra cumuli di spazzatura.

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Anche se, come ravvisa il consigliere comunale Giovanni Ardita, forse si è trattato di un provvedimento troppo spiccio nei modi: “Si è trattato di una misura troppo repentina nei modi e nei tempi in cui è stata attuata, anche se di certo il territorio è privo di una casa di accoglienza che possa dare ristoro e protezione a queste categorie fragili. Ci sono tante persone che da decenni vivono per strada e il comune di Ladispoli quando si deciderà a fare qualcosa di concreto per pensare a loro ed aiutarli?”.

L’amministrazione comunale da par suo non ci sta e respinge le accuse, nella persona e con le parole di Fiovo Bitti, assessore alle politiche sociali di Ladispoli: Questo di chiudere la sala d’attesa della stazione e murarla era un provvedimento atteso e necessario, recependo una direttiva nazionale attuata per ragioni di sicurezza ed igienico-sanitarie. A Ladispoli si sono verificati incidenti mortali proprio per l’attraversamento sui binari dei senzatetto e la chiusura dei locali non è avvenuta solo qui ma in tutta Italia, come ad esempio in Abruzzo”.

La replica del Comune di Ladispoli nelle parole del Sindaco Alessandro Grando

Non si è fatta attendere la risposta del Comune, tramite il Sindaco Alessandro Grando che al riguardo afferma: Sorprende notevolmente osservare come associazioni, partiti e movimenti che intendono proporsi alla guida dell’amministrazione del Comune di Ladispoli non conoscano nemmeno le basi delle differenti competenze tra enti. È quello che emerge dalle strampalate accuse lanciate all’amministrazione comunale in merito alla chiusura della sala d’aspetto della stazione ferroviaria di Ladispoli, decisione assunta dalle RFI per motivi igienico sanitari.

“Bisognerebbe conoscere la realtà dei fatti e non lanciare ipotesi strumentali, campate in aria ed intrise di polemica politica. Quando RFI ha deciso di chiudere la sala d’aspetto, ai senzatetto è stata offerta ospitalità in un dormitorio di Civitavecchia gestito dalla Comunità di Sant’Egidio. I clochard hanno rifiutato, scegliendo di rimanere a Ladispoli”.

“Fatte queste dovute precisazioni e chiarito che l’amministrazione comunale ha seguito da vicino questa vicenda con l’Assessore alle Politiche sociali Fiovo Bitti – spiega Grando – vorrei ricordare che la sala d’aspetto della stazione era in condizioni igieniche pietose.

Essere senza fissa dimora è una condizione di vita tremenda, nessuno lo mette in dubbio, ma non autorizza ad occupare spazi pubblici, ad urinare ad ogni angolo o ad assumere atteggiamenti molesti nei confronti dei passanti sotto l’effetto dell’alcol”.

L’Amministrazione comunale – prosegue – è sensibile alle condizioni di vita dei senza fissa dimora ma lo è anche nei confronti delle migliaia di persone che giornalmente transitano all’interno e all’esterno della stazione. Anche queste devono essere tutelate”.

A tutti coloro che hanno falsamente accusato l’amministrazione di insensibilità e poca attenzione verso i più deboli – afferma il Sindaco in conclusione – suggeriamo prima di conoscere i fatti e poi di lanciarsi in sermoni stucchevoli e fuori luogo. Altrimenti un maldestro tentativo di campagna elettorale si trasforma in un boomerang che fa perdere credibilità”.

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