Ultimatum spiagge di Ostia in scadenza: giù gli abusi oppure questi stabilimenti non apriranno

Il Campidoglio ha il fiato della Procura sul collo: i gestori che non hanno demolito entro oggi gli abusi, non potranno aprire i loro stabilimenti

Sciopero degli ombrelloni, Fiba e Sib confermano la protesta del 9 agosto

La Procura indaga sul Campidoglio. E il Campidoglio sulla gestione delle spiagge di Ostia non può permettersi passi falsi. Questo significa che anche il minimo abuso consumato negli stabilimenti balneari non sarà tollerato: o si rimuove oppure quell’impianto non aprirà nella stagione estiva 2026. E oggi scade l’ultimatum.

Il Campidoglio ha il fiato della Procura sul collo: i gestori che non hanno demolito entro oggi gli abusi, non potranno aprire i loro stabilimenti

Alle ore 24.oo di oggi scade l’ultimatum notificato dal Campidoglio ai concessionari di una trentina di stabilimenti balneari di Ostia. Vanno demoliti o rimossi gli abusi realizzati sulle spiagge. Anche quelli minimi. Sia negli impianti che resteranno ai medesimi gestori che si sono aggiudicati i bandi dello scorso anno che a quelli che andranno ai subentranti.

In molti stabilimenti di Ostia i lavori vanno avanti febbrilmente. C’è chi ha dovuto demolire manufatti dei quali non si sono trovati i titoli edilizi e chi ha smontato strutture in legno, pure quelle non indicate nelle planimetrie originali. Tanti, però, non lo hanno fatto. E su di loro cadrà la scure dell’amministrazione: con la Procura che ha aperto fascicoli, poi unificati, sulla gestione del demanio marittimo, nessuno in Campidoglio ha intenzione di soprassedere.

Stabilimenti balneari aperti e a rischio

E’ difficile dare una mappa aggiornata degli stabilimenti che rischiano di non aprire per la prossima stagione balneare. Ci proviamo evidenziando principalmente quelli che non dovrebbero avere problemi a lavorare. La Playa è in regola con le strutture ma il vecchio concessionario ha perso il bando: dovrà essere raggiunto un accordo per la cessione delle attrezzature rimovibili. In caso contrario lo stabilimento resterà chiuso in attesa delle operazioni di smontaggio. Lo Zenith è a posto. Gambrinus e Dune sono a posto con le loro concessioni pluriennali non ancora scadute. Anche la Lega Navale non è a rischio. Il Capanno ha ottenuto il dissequestro delle strutture legate all’ordine della Procura dello scorso anno e lavorerà regolarmente. L’Urbinati è in regola e lo è anche il Marechiaro ma in questo secondo caso è in piedi un ricorso sulla regolarità del bando comunale. Tutto a posrto al Plinius. Il Lido Beach è andato assegnato alla medesima famiglia e non avrà problemi ad aprire. Il Vittoria, concessione poliennale senza abusi, non è stato assegnato per mancanza di proposte: il gestore storico ha chiesto continuità nella gestione.

Al Nauticlub Castelfusano l’associazione sportiva aveva ottenuto la sospensiva dello sgombero dal Tar ma il Campidoglio subito dopo ha scritto un nuovo ordine di sgombero da attuarsi entro oggi, anch’esso sospeso fino al 28 aprile. Nonostante il vincitore del bando si sia ritirato.

Per il Salus si sta concludendo il concordato semplificato e la stagione sarà regolare. Il Delfino dovrebbe passare di mano e il gestore uscente ha rimosso gli abusi. Il Venezia ha ancora le cabine sotto sequestro. Alla Vecchia Pineta è in atto un’amministrazione giudiziaria. Al Belsito si è proceduto alla rimozione di piccoli abusi: dovrebbe essere tutto in regola. Restano chiusi i quattro stabilimenti sequestrati dalla Procura a maggio dello scorso anno: Mariposa, Peppino a mare spiaggia, Bagni Bettina e Bungalow. Al Mami si consuma un paradosso: le cabine presenti sulla spiaggia sono più piccole di quelle autorizzate e anche questo, per l’amministrazione, sarebbe considerato un abuso.

E, non dimentichiamolo, la partite per tutti resta aperta: il Tar solo il 12 maggio discuterà il ricorsopresentato da alcune ditte che hanno preso parte ai bandi comunali. E, come nel gioco dell’oca, la sentenza potrebbe far ripartire tutto da zero.