Scuole occupate, i presidi alzano la voce: “Un rito stanco, dannoso e inutile, che ogni anno lascia solo muri imbrattati, banchi distrutti e lezioni interrotte”. È durissimo il giudizio dei dirigenti scolastici di Anp (associazione nazionale presidi) di Lazio, Roma, Viterbo, Rieti e Frosinone, che in una nota congiunta denunciano l’ennesima stagione di occupazioni “senza alcun risultato concreto” e parlano apertamente di “lesione del diritto allo studio”.
I presidi del Lazio contro le occupazioni: “Un rito inutile che distrugge scuole e diritto allo studio. Pronti al confronto, ma basta violenze e vandalismi”
“Da anni — scrivono i presidi — denunciamo un fenomeno che cambia pretesti ma non effetti: le occupazioni, decise da minoranze di studenti, non hanno mai portato a miglioramenti reali. Anzi, ogni anno gli istituti coinvolti subiscono danni gravi alle strutture e alle attrezzature. Lo scorso anno il Liceo Gullace di Roma ha riportato danni per due milioni di euro”. Liceo in realtà mandato in fiamme e danneggiato da ragazzi esterni alla scuola.
Ma oltre ai danni materiali, i presidi puntano il dito contro il costo più alto: l’interruzione del percorso formativo. “Si calpesta il diritto costituzionale allo studio di migliaia di studenti che non condividono queste modalità”.
Nonostante la denuncia, i dirigenti non chiudono al confronto: “La scuola è e resta un luogo di dialogo. Siamo pronti ad ascoltare le richieste degli studenti e ad aprirci alle sfide del nostro tempo, ma nel rispetto delle regole, della partecipazione democratica e della tutela degli edifici”.
Infine, l’appello ai docenti: “Perché le iniziative di cambiamento abbiano senso e non si riducano a gesti vuoti o distruttivi, è indispensabile la presenza attiva degli insegnanti. Solo così la partecipazione può diventare vera crescita”.
Ad anticipare la protesta dei colleghi della Associazione nazionale presidi, lunedì 3 novembre, la dirigente del liceo Mamiani appena occupato. Nell’occasione ha definito l’occupazione un atto “illegale e immotivato” e ha invitato i genitori a richiamare i propri figli: “Si trovano in una situazione di pericolo e di illegalità. Le barricate impediscono l’accesso e anche l’uscita in caso di emergenza. La scuola è ostaggio di una minoranza”.
A preoccupare in particolare rischi di incidente come quello accaduto a fine ottobre nel liceo classico Albertelli dove in piena notte una studentessa è caduta da tre metri nel tentativo di raccogliere un pallone.
Il caso Righi

Intanto al Liceo Righi di Roma, dove l’occupazione si è conclusa ieri, 5 novembre, il clima resta teso: nelle ultime 24 ore si sono verificati due attacchi neofascisti e tre studenti sono stati denunciati.
Studenti, in questo caso che non partecipavano all’occupazione, ma che con caschi e bastoni al grido “Duce” hanno danneggiato due volte la struttura provando a entrare anche dal vicino liceo Tasso pur di interrompere l’occupazione.


















