Nuovo blitz al Righi: perquisizioni e indagini su chi si nasconde dietro al movimento neofascista

Con la seconda incursione al Righi, individuati i primi tre studenti appartenenti al gruppo dell'assalto nel liceo occupato: è caccia al resto dello squadrone

E’ entrata in una nuova fase l’indagine sul jago togelblitz al liceo Righi di Roma. Dopo il secondo attacco avvenuto nella serata del 4 novembre, la Digos ha individuato e perquisito tre studenti di estrema destra, ritenuti membri dello squadrone responsabile dell’irruzione.

Con la seconda incursione al Righi, individuati i primi tre studenti appartenenti al gruppo dell’assalto nel liceo occupato: è caccia al resto dello squadrone

I giovani, secondo quanto emerge, farebbero parte del movimento denominato “Lotta Studentesca” – una realtà legata ad ambienti di estrema destra – che sono stati  raggiunti dagli uomini della Digos di Roma nelle loro abitazioni, e in seguito perquisiti per rintracciare elementi e materiale utile a ricostruire la dinamica e l’organizzazione dell’assalto.

Il doppio assalto e la dinamica

Il primo episodio era stato registrato già il 3 novembre, quando un gruppo di ragazzi con il volto coperto aveva tentato di forzare l’ingresso del Righi gridando slogan inneggianti al fascismo.

La notte successiva poi, tra il 4 e il 5 novembre, si è verificato il nuovo assalto in cui una decina di giovani ha cercato di penetrare nell’edificio scolastico di via Lucania, dove era in corso l’occupazione studentesca.

Secondo la ricostruzione della Polizia di Stato, i ragazzi avrebbero divelto una grata dal vicino liceo Tasso per raggiungere il Righi, i cui locali sono collegati da una porta interna.

E forse proprio il frastuono, ha fatto si che gli studenti occupanti si accorgessero dell’irruzione in corso, e riuscissero a respingere l’attacco fino a quando lo scontro non si è spostato in strada ed è scoppiato, con un fitto lancio di bottiglie. In questa circostanza,  una studentessa è rimasta ferita al collo ed è stata medicata al Policlinico Umberto I con sei punti di sutura.

L’indagine della Digos e i nuovi sviluppi

Gli investigatori ipotizzano che il gruppo coinvolto sia composto da una quindicina di giovani, tutti gravitanti in ambienti di estrema destra riconducibili al movimento Lotta Studentesca. I tre perquisiti rappresentano soltanto il primo passo di un’indagine più ampia che punta a identificare tutti i partecipanti ai diversi blitz che sta raccogliendo testimonianze, immagini di videosorveglianza e materiali di propaganda, per risalire ai ruoli e alle responsabilità individuali.

Le reazioni del mondo studentesco

Dopo l’aggressione, diverse realtà studentesche e associazioni antifasciste hanno espresso solidarietà agli studenti del Righi. Tra queste, il Movimento Studenti Palestinesi in Italia, che ha ricordato di essere stato ospite dell’istituto proprio poche ore prima per una lezione di confronto sulla libertà dei popoli.

“Quello che è accaduto – spiegano – non è un episodio isolato, ma un segnale del clima di intolleranza che cresce nel Paese. Le scuole devono restare luoghi liberi, dove costruire coscienza critica e resistenza all’oppressione”.

La domanda che resta aperta

Mentre il lavoro della Digos prosegue per rintracciare tutti i componenti del gruppo, resta aperta la domanda centrale: chi c’è davvero dietro ai ragazzi che hanno guidato l’assalto al Righi? Gli inquirenti, intanto, continuano a lavorare per fare luce su una vicenda che ha riportato al centro del dibattito pubblico il tema dell’estremismo politico tra i più giovani.