Nuovo attacco neofascista al liceo Righi. In serata, intorno alle 22 del 4 novembre, una decina di giovani — secondo quanto si apprende, appartenenti a gruppi di destra — ha tentato di introdursi nell’edificio scolastico di via Lucania, a Roma, dove è in corso l’occupazione degli studenti.
Forzata una grata dal vicino liceo Tasso per raggiungere l’edificio occupato dell’attiguo Righi. Sul posto la Polizia
I ragazzi avrebbero divelto una grata laterale del vicino liceo Tasso per provare a raggiungere il Righi, separato da quest’ultimo solo da una porta interna.
E’ il secondo attacco in poche ore. Giaà lunedì sera un gruppo di giovani col cappuccio calato sul volto, hanno cercato di forzare l’ingresso del Righi gridando “Duce, Duce”.
Bottigliate fuori dal liceo
Gli studenti occupanti hanno riferito di aver respinto il tentativo di incursione. In strada si è poi acceso un fitto lancio di bottiglie, durante il quale è stato distrutto un contenitore per la raccolta del vetro. Una studentessa sarebbe rimasta ferita al collo e medicata con sei punti di sutura al Policlinico Umberto I.
Sul posto sono intervenute due pattuglie dei carabinieri e una della polizia di stato, che hanno riportato la calma e avviato le indagini per identificare i responsabili.
Dei rilievi, dopo l’attacco di stasera, si sta occupando la Polizia.
Solidarietà del Movimento Studenti Palesinesi
Già da ieri tra i primi a esprimere solidarietà piena agli studenti del Righi il Movimento Studenti Palestinesi in Italia.
“Proprio ieri mattina eravamo lì, invitati dagli studenti, per una lezione di due ore sulla Palestina, un momento di confronto e di formazione sui diritti dei popoli, sulla libertà e sulla resistenza all’oppressione.
Quello che è accaduto non è un episodio isolato: si inserisce in un clima in cui autoritarismo e intolleranza trovano sempre più spazio. È evidente che i gruppi neofascisti si sentono legittimati a riemergere e ad agire.
Essere antifascisti non è un’etichetta, ma un dovere collettivo.
Le scuole e le università devono restare luoghi liberi, dove costruire coscienza critica, solidarietà e resistenza.
Dobbiamo organizzarci e continuare a portare avanti manifestazioni e pratiche antifasciste e antisioniste, contro ogni forma di razzismo, oppressione e ingiustizia”.


















