Allarme “droga del palloncino” tra i giovanissimi. L’Asl Roma 3: «Rischio paralisi e danni cerebrali»

Droga del palloncino: costa pochi euro, si compra online e nasce per i sifoni della panna montata. Ma l'abuso di protossido d'azoto tra i 13 e i 17 anni sta diventando un'emergenza medica: ecco cosa si rischia

Foto di archivio

Un’euforia immediata, qualche risata incontrollabile e la falsa percezione di uno sballo “innocente”, rapido ed economico. Si chiama protossido d’azoto, ma tra i giovanissimi è ormai drammaticamente noto come la «droga del palloncino». Un fenomeno intercettato dai radar sanitari e che oggi spinge l’Asl Roma 3 a lanciare un vero e proprio grido d’allarme: tra i 13 e i 17 anni è diventata una delle sostanze più consumate.

Droga del palloncino: costa pochi euro, si compra online e nasce per i sifoni della panna montata. Ma l’abuso di protossido d’azoto tra i 13 e i 17 anni sta diventando un’emergenza medica: ecco cosa si rischia

A tracciare i contorni di questa nuova e pericolosa moda è una rassegna scientifica curata dal dottor Aldo Benevelli, Direttore del Dipartimento di prevenzione dell’azienda sanitaria capitolina. I dati e gli effetti descritti dipingono uno scenario inquietante.

Dalla cucina alle feste: un mercato low cost e capillare

Il vero punto di forza di questa sostanza è la sua accessibilità. Ufficialmente il protossido d’azoto nasce per scopi industriali o alimentari: si trova nelle capsule e nelle bombolette utilizzate per i sifoni della panna montata.

Oggi, però, questi oggetti sono reperibili con estrema facilità nei chioschi, nelle stazioni di servizio o con un semplice click sui principali negozi online. Da lì alle feste il passo è breve, grazie a un passaparola clandestino che alimenta una rete di approvvigionamento capillare. Costa pochissimo, non puzza e si consuma in fretta. Il gas viene solitamente trasferito all’interno di normali palloncini colorati per poi essere inalato.

Ma dietro a quella che i ragazzi considerano una goliardia da serata si nascondono effetti tossicologici devastanti a lungo termine.

Dai brividi alla paralisi: cosa succede al corpo

Il Ministero della Salute sconsiglia da tempo e fermamente questo tipo di abuso. Nell’immediato, l’inalazione provoca allucinazioni, vertigini, mal di testa, nausea e confusione. I veri rischi, tuttavia, sono legati alla privazione di ossigeno e all’effetto del gas compresso sull’organismo.

L’Asl Roma 3 ha stilato la mappa dei rischi principali:

  • Ustioni da congelamento: Se inalato direttamente dalle capsule o dalla bombola, il gas viene rilasciato a temperature bassissime, capaci di congelare labbra, dita e corde vocali.
  • Lesioni polmonari: L’alta pressione del gas compresso può causare la rottura del polmone e gravi traumi alle vie respiratorie.
  • Svenimenti e danni cerebrali: Poiché il protossido d’azoto blocca l’apporto di ossigeno all’organismo, può provocare svenimenti improvvisi e, nei casi più gravi, danni cerebrali permanenti o la morte.
  • Danni neurologici e paralisi: Un consumo prolungato altera profondamente il metabolismo del corpo. Il rischio concreto è quello di sviluppare danni neurologici cronici, che si manifestano con formicolii, perdita di sensibilità ai piedi, difficoltà a camminare e, in casi estremi, paralisi.

Non solo adolescenti: il contagio tra gli adulti

Se la fascia d’età più esposta resta quella compresa tra i 13 e i 17 anni, l’allarme non risparmia i più grandi. Complici i costi ridotti e la facilità di reperimento, il consumo della “droga del palloncino” sta prendendo piede anche nei party degli adulti.

«È un nuovo pericolo per i nostri ragazzi, ma non solo», conclude la relazione dell’Asl Roma 3. Un trend invisibile che viaggia sui social e nei mercati paralleli, trasformando un banale accessorio da cucina in un potenziale e silenzioso killer.