Sono arrivate in queste ore, finalmente, le notizie che l’intero mondo dello spettacolo e la città di Roma attendevano con ansia da oltre tre settimane. A 23 giorni dal drammatico ricovero in urgenza avvenuto la sera del 5 ottobre 2026, l’attore romano Davide Iacopini lascia la Terapia Intensiva.
Dopo il brutale raid in minicar a Monteverde e 23 giorni in terapia intensiva, per l’attore Davide Iacopini parte la fase di riabilitazione
Il drammatico capitolo, si chiude favorevolmente grazie alla stabilità e ai costanti progressi mostrati dal quadro clinico del paziente, che ha risposto in modo straordinario alle cure, alle terapie di risveglio e ai complessi interventi chirurgici eseguiti nei giorni scorsi dalla squadra dei neurochirurgi dell’ospedale capitolino.
Il bollettino del San Camillo e il trasferimento
La conferma del radicale miglioramento delle condizioni di salute dell’artista è arrivata direttamente attraverso una nota ufficiale diramata dalle strutture sanitarie del San Camillo.
A fare il punto sullo stato di salute di Iacopini è stato Emiliano Cingolani, direttore del reparto Terapia Intensiva Shock e Trauma dell’Azienda Ospedaliera: «Negli ultimi giorni le condizioni del paziente Davide Iacopini sono migliorate. È vigile e non ha più bisogno di supporti intensivi. La stabilità del quadro clinico ha permesso oggi il trasferimento nel reparto di Neurochirurgia, dove proseguirà il percorso di cura e riabilitazione. Dopo 23 giorni in terapia intensiva, la prognosi è stata sciolta».
Un passaggio cruciale e tanto sperato, reso possibile dopo che nella prima mattinata si era già profilata la svolta con la progressiva riduzione della sedazione. L’attore, pienamente cosciente e vigile, ha ripreso ad interagire con l’équipe medica e con i propri familiari.
Un traguardo straordinario, raggiunto a seguito del successo dei due delicatissimi interventi di neurochirurgia a cui Iacopini era stato sottoposto per ridurre i traumi e le lesioni riportate nell’impatto, inclusa la complessa operazione effettuata nella notte tra venerdì e sabato, definita fin da subito perfettamente riuscita dai sanitari. Il percorso clinico continuerà ora in degenza ordinaria per la delicata fase riabilitativa.
Il brutale raid a Monteverde e l’inchiesta per tentato omicidio
La vicenda clinica di Davide Iacopini si intreccia con un grave e sconcertante fatto di cronaca nera che ha sconvolto la Capitale. La sera dello scorso 5 ottobre, mentre l’attore percorreva le strade del quartiere Monteverde a bordo del suo monopattino, era stato improvvisamente ed estremamente affiancato da una minicar in transito.
Dalla vettura, uno degli occupanti si era spinto all’esterno sferrando con inaudita violenza un calcio in corsa che aveva fatto rovinare a terra l’artista, provocandogli traumi gravissimi prima che i responsabili si dessero a una precipitosa fuga.
Le indagini, condotte congiuntamente con tempestività dai Carabinieri e dagli agenti della Polizia Locale, sotto il coordinamento dei magistrati della Procura di Roma, hanno permesso di fare rapidamente luce sull’accaduto e di identificare i responsabili. La magistratura prosegue nell’inchiesta con l’ipotesi di reato di tentato omicidio a carico di due minorenni, individuati e fermati poco dopo i fatti, i quali hanno reso una piena confessione agli inquirenti.
Sconcerto per le confessioni dei minorenni e il quadro giudiziario
A rendere il contorno della vicenda ancor più amaro e drammatico, sono state le giustificazioni fornite dai due giovanissimi nel corso dei serrati interrogatori di convalida. Davanti agli inquirenti, i due minori — tra cui figura anche il figlio di un militare dell’Arma — hanno motivato la brutale aggressione con parole d’agghiacciante superficialità : «Quella notte ci siamo divertiti così».
Gli accertamenti investigativi hanno inoltre dimostrato che l’aggressione a Iacopini non è stato un episodio isolato, bensì il culmine di una vera e propria catena di raid violenti messi in atto tra il 4 e il 5 ottobre nelle vie della Capitale, nei quali sono rimaste ferite e coinvolte almeno altre cinque persone.
La posizione dei due ragazzi resta ora al vaglio rigoroso della Procura della Repubblica presso il Tribunale per i Minorenni. Mentre la giustizia fa il suo corso per accertare le sanzioni e le responsabilità individuali, la comunità culturale e i fan possono finalmente tirare un sospiro di sollievo per l’attore romano.


















