Aggressioni seriali sulla minicar nera: le indagini sui video di 40 telecamere, si concentrano ora su un cappellino

Si cercano tracce biologiche sul cappellino rinvenuto su Ponte Testaccio: ascoltato il proprietario della minicar nera rubata 

Si stringe sempre di più il cerchio attorno ai responsabili delle aggressioni seriali a bordo della minicar nera, che hanno seminato il terrore tra Monteverde e Testaccio. Gli inquirenti stanno passando al setaccio i filmati di 40 telecamere, mentre un cappellino repertato sul luogo dell’ultima aggressione e la denuncia di furto del veicolo, potrebbero veramente segnare la svolta nelle indagini.

Si cercano tracce biologiche sul cappellino rinvenuto su Ponte Testaccio: ascoltato il proprietario della minicar nera rubata

Le indagini sulle aggressioni seriali che hanno sconvolto la Capitale registrano una drammatica accelerazione sul fronte delle evidenze scientifiche e testimoniali. Tra gli elementi di svolta acquisiti dagli investigatori c’è un cappellino smarrito da uno degli aggressori durante il raid consumatosi su ponte Testaccio.

Il copricapo è stato prontamente repertato dagli specialisti della Scientifica ed è ora a disposizione degli inquirenti, che puntano a estrarre eventuali tracce biologiche o profili di DNA utili a dare un nome ed un volto al responsabile.

Parallelamente, il pubblico ministero Ambrogio Cassiani ha ascoltato nelle ultime ore il proprietario di una minicar nera diesel, un avvocato romano padre di due figli minori, il quale ha formalizzato la denuncia di furto del proprio veicolo a distanza di ben due giorni dall’ultimo episodio di violenza.

La posizione del mezzo e le incongruenze temporali sulla scomparsa dell’automobile, rappresenterebbero uno dei punti chiave dell’istruttoria.

L’inchiesta per tentato omicidio e il dramma dell’attore Iacopini

L’impianto accusatorio coordinato dalla Procura di Roma ha assunto contorni estremamente rigorosi. Il fascicolo d’inchiesta è stato aperto con l’ipotesi di reato di tentato omicidio, formulata in relazione all’aggressione più feroce e drammatica tra le sei finora denunciate alle forze dell’ordine. La vittima è l’attore Davide Iacopini, travolto dalla furia cieca dei due occupanti del mezzo nella serata di lunedì 5 ottobre in via Anton Giulio Barrili, nel cuore del quartiere Monteverde.

L’artista si trovava a bordo di un monopattino elettrico quando è stato affiancato dalla microcar nera ed ha ricevuto un violento ed improvviso calcio. La spinta lo ha fatto sbalzare rovinosamente contro un’automobile in sosta. Trasportato d’urgenza all’ospedale San Camillo, Iacopini è stato ricoverato in prognosi riservata a causa dei gravi traumi riportati nell’impatto.

I video di 40 telecamere passate al setaccio tra Monteverde e Testaccio

Per ricostruire con esattezza il percorso seguito dai malviventi, gli investigatori stanno eseguendo una gigantesca operazione di analisi informatica e visuale. Sono circa quaranta le telecamere di videosorveglianza — tra impianti pubblici della Polizia Locale, telecamere di sicurezza stradale e sistemi privati di esercizi commerciali ed abitazioni — installate lungo le direttrici che collegano Monteverde a Testaccio.

Gli agenti stanno analizzando fotogramma per fotogramma ogni singolo passaggio della minicar nera effettuato tra il 4 ed il 5 ottobre. L’obiettivo primario delle forze dell’ordine è individuare la targa del veicolo, identificare eventuali dettagli della carrozzeria e verificare se a bordo vi fossero due giovanissimi, forse ancora minorenni, trasformatisi in una pericolosa banda dedita ad aggressioni gratuite contro passanti ed utenti della mobilità dolce.

La scia di terrore e la vigilanza nel quadrante sud della Capitale

I due episodi più gravi rappresentano solo la cima dell’iceberg di una scia di violenza scatenata nell’arco di appena quarantotto ore. La sequenza degli attacchi denota una condotta deliberata e priva di qualsiasi movente apparente, basata sulla pura prevaricazione e sulla ricerca del danno fisico verso vittime casuali.

L’ipotesi che a bordo vi sia una coppia di minorenni impegnata in una sorta di sfida criminale ha spinto la Procura a coordinare con massima urgenza i riscontri tra i vari commissariati di zona. Mentre la comunità cittadina attende con ansia notizie sulle condizioni di salute dell’attore ricoverato al San Camillo, gli inquirenti confidano che gli esiti dei rilievi biologici sul cappellino ed il controllo incrociato sui varchi elettronici, possano portare in tempi brevissimi all’individuazione dei responsabili.