A distanza di otto mesi dall’avvio della gara d’appalto per l’assegnazione delle spiagge libere urbane di Ostia, il Campidoglio intende cambiare le regole sulla gestione dei chioschi che fungono da punti ristoro. Scaduta la concessione demaniale marittima, l’Assessorato al Demanio e Patrimonio non ordina la rimozione dei chioschi, come da contratto, ma ne vuole autorizzare la permanenza anche durante l’inverno. Determinando, secondo alcuni, l’ipotesi di turbativa d’asta.
A stagione balneare finita il Campidoglio cambia le regole sui chioschi costruiti sulle spiagge libere. Renzo Pallotta (Forza Italia) accusa: “Valutiamo se si tratti di turbativa d’asta”
Spieghiamo meglio che succede. Il 14 febbraio scorso il Campidoglio lancia una gara d’appalto per la gestione di nove spiagge libere urbane di Ostia: in cambio della pulizia degli arenili e dell’assistenza ai bagnanti, l’amministrazione autorizza il noleggio delle attrezzature balneari e la posa di chioschi che fungano in parte da punti ristoro e in parte da magazzini. Le dimensioni dei chioschi non devono superare i 47,5 metri quadrati (inclusi magazzini e servizi igienici) più 35 mq di pedane ombreggiate. Il materiale da usare, oltre che ecocompatibile, deve essere di facile rimozione. La concessione è valida per una stagione balneare, eventualmente prorogabile fino al 2027. Il termine per la presentazione delle offerte inizialmente fissato al 20 marzo, viene spostato al 26 marzo.
Tra le condizioni che l’assessorato capitolino al Demanio e Patrimonio pone, oltre al pagamento di canoni concessori c’è anche quella che le opere, ovvero i chioschi, abbiano “carattere permanente, in quanto la gestione delle aree demaniali dovrà essere compatibile con la destinazione temporanea e stagionale delle stesse”. E, viene specificato nei giorni successivi all’aggiudicazione, avvenuta il 13 maggio, che la stagione balneare, per chi ne farà richiesta, verrà prorogata fino al 31 ottobre.

All’assegnazione della gestione di sei spiagge libere urbane (i tre lotti di lungomare Duca degli Abruzzi andranno deserti e verranno affidati a Zetema) concorrono ben 52 imprese, tra cooperative, ditte e associazioni. Vincono questi soggetti.
Il cambio di regole
Le autorizzazioni per la costruzione dei chioschi, rigorosamente in materiale ligneo come prescritto dal Campidoglio, arrivano a stagione ampiamente avanzata. Realizzano un chiosco in legno i gestori, rispettivamente, della Spiaggia Rosa e Sabbia (piazza Scipione l’Africano), della Spiaggia Verde (ex faber Beach), della Spiaggia Gialla (ex colonia) e della Spiaggia Grigio (ex Spiaggetta). Sulla spiaggia Spqr (piazza Vespucci) la costruzione è in corso. I gestori della Spiaggia Bianca (Campeggio) non hanno realizzato il chiosco.

Dal 1° novembre, con la fine della stagione balneare, quelle strutture sono da considerarsi abusive come specificato nel bando di gara e nello schema di concessione. Qualcosa, però, succede nei giorni scorsi. Nel corso di alcune Commissioni consiliari, dal Dipartimento capitolino Demanio e Patrimonio si inizia a dire che non solo la concessione stagionale 2025 verrà rinnovata ai vincitori del bando anche nel 2026 ma anche che, con la scusa della destagionalizzazione, le strutture potranno restare al loro posto anche d’inverno. Ciò significa che i punti-ristoro non dovranno essere smontati e rimontati a primavera prossima.
Ora, il punto è che, con questa decisione verrebbero alterate le condizioni originarie del bando di gara. Gli attuali assegnatari vengono palesemente favoriti rispetto a chi, a febbraio scorso, ha partecipato alla gara conteggiando i costi per l’obbligo di smontare i chioschi a fine stagione e di rimontarli all’inizio dell’estate 2026, non potendo neanche prevedere i possibili profitti ricavabili dalle aperture comprese tra novembre 2025 e aprile 2026.
Chissà, forse alle nuove condizioni anche i tre lotti delle spiagge libere di lungomare Duca degli Abruzzi sarebbero potute diventare appetibili e trovare concorrenti senza obbligare il Campidoglio a spendere centinaia di migliaia di euro per i servizi di Zetema.

Le contestazioni di Forza Italia
Renzo Pallotta, coordinatore di Forza Italia per il litorale, vede in questo cambio di regole una possibile turbativa d’asta. “E’ evidente che chi ha partecipato alla gara otto mesi fa ha dovuto fare i conti con spese che allora erano obbligatorie e che nel frattempo, ad assegnazione avvenuta, non lo sono più – sottolinea – Sia chiaro, siamo assolutamente favorevoli alla destagionalizzazione e quindi all’offerta di servizi turistici attrattivi sulle spiagge libere anche oltre l’estate, ma questa decisione dell’ultima ora danneggia pesantemente chi all’atto della partecipazione alla gara d’appalto non venne messo in condizioni concorrenziali paritarie con gli attuali gestori”.
“Abbiamo affidato il caso ai nostri legali – conclude Pallotta – e se ci saranno gli estremi per la turbativa d’asta o per altri reati, presenteremo un esposto all’Autorità Garante della Concorrenza e alla Procura di Roma, a difesa dell’obbligo di correttezza da parte dell’amministrazione comunale e a difesa di quegli imprenditori eventualmente danneggiati da questo modus operandi”.


















