Roma, Virginia Raggi: “Per il Consiglio di Stato gli spazi per le bancarelle vanno messi in gara pubblica”

L'ex sindaca di Roma torna a evidenziare l'importanza di rinnovare di anno in anno le varie concessioni per assegnare gli spazi per le bancarelle con nuovi bandi pubblici

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A Roma e dintorni, litorale compreso, la tematica delle bancarelle, da sempre viste come strumento di promozione turistica, è sempre molto dibattuta e in questo caso si inserisono proprio in questo filone le dichiarazioni dell’ex sindaca capitolina Virginia Raggi, che sottolinea come per il Consiglio di Stato questi spazi vadano messi in una gara pubblica.

L’ex sindaca di Roma torna a evidenziare l’importanza di rinnovare di anno in anno le varie concessioni per assegnare gli spazi per le bancarelle con nuovi bandi pubblici

Mentre proprio qualche giorno fa vi avevamo raccontato di come, proprio restando nell’ambito delle bancarelle, in vista del prossimo Natale il X Municipio intende raddoppiare. Non uno ma due mercatini con le offerte natalizie, uno a Ostia e uno ad Acilia, arrivano le precisazioni della Raggi, con una nota ufficiale.

Virginia Raggi, ricordando come da sempre anche quando era sindaca, si era battuta per regolare gli spazi delle bancarelle con bandi equi, in una sorta di lettera aperta, precisa una volta di più alcuni particolari importanti al riguardo.

Nel testo, che pubblichiamo integralmente, la Raggi specifica quanto segue:

“Il tempo è galantuomo.

A distanza di oltre due anni il Consiglio di Stato mi ha dato ragione: la mia battaglia contro gli stabilimenti balneari che occupano abusivamente le spiagge e le bancarelle ambulanti che deturpano Roma era ed è giusta!

Nel 2020 decisi di mettere al bando tutte le concessioni rilasciate da Roma Capitale, mettendo fine alle proroghe infinite in base alle quale, spesso e volentieri, l’uso del suolo pubblico veniva dato a cifre irrisorie sempre alle stesse persone da decenni. Non è stato semplice perché, per amore della mia città e dei miei cittadini, decisi di rifarmi alla normativa europea e non applicare le nuove norme del Governo e i Regolamenti regionali che, di fatto, prorogavano per altri 12 anni le vecchie concessioni. Chiesi un parere all’Autorità Garante per la Concorrenza e il Mercato

che mi diede ragione. E, nel frattempo, ho vinto anche i vari ricorsi al Tar.

Chi abita a Roma o chi semplicemente visita la città sa che spesso, soprattutto nelle vie più turistiche, marciapiedi e strade sono occupate da bancarelle che a volte impediscono anche alle persone di camminare.

Da sindaca ho avviato un’attività di riordino, eliminandole dove erano abusive (da decenni…) o spostandole in strade più periferiche.

Fui attaccata in modo violentissimo e ricordo anche che Andrea Coia, assessore al Commercio e già Presidente della medesima Commissione, per lo stesso motivo fu assalito e picchiato.

Ora il Consiglio di Stato ci ha dato ragione stabilendo che le concessioni su suolo pubblico (marciapiedi) per chi esercita il commercio ambulante (le c.d. bancarelle) vanno periodicamente messe a gara (e non si trasmettono per diritto divino!) perché anche i marciapiedi (come già alcune sentenze avevano ribadito per le spiagge) sono beni pubblici limitati e, quindi, occorre che tutti gli operatori economici interessati abbiano la possibilità di concorrere per svolgervi attività commerciale per un tempo limitato.

Pensate che questo principio, che corrisponde ad una norma giuridica, è stato persino ribadito in sede comunitaria con la direttiva 2006/123/CE (meglio nota come direttiva Bolkenstein) ma in Italia, invece di applicare questa direttiva, i nostri governanti hanno ben pensato di emanare una serie di leggi successive per ritardare il più possibile le gare.

I miei avversari ricorsero a tutto, persino a calunniarmi dicendo che ero “amica dei Tredicine”, una nota famiglia di ambulanti romani…

Questa sentenza, in conclusione, significa due cose: che dal prossimo anno, tutti gli operatori economici interessati e capaci che presenteranno un progetto di qualità, potranno aspirare ad ottenere una concessione; parallelamente, noi cittadini potremo finalmente avere dei marciapiedi e bancarelle, dove consentite, più decorose.

Tutto questo sempre che l’Amministrazione faccia bene le gare. Ma noi siamo qui per vigilare!”

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