Pre-pensionamenti farlocchi: 101 indagati. Buco per l’Inps da 22 milioni

Pre-pensionamenti in odore di truffa: la procura completa l'indagine per 101 indagati e 5 società

INPS

Scorciatoia truffa per andare in pensione. Avrebbero finto di avere i requisiti per i pre-pensionamenti e così hanno alleggerito le casse dell’Inps di 22 milioni di euro. E’ l’ipotesi della procura di Roma che ha appena concluso una maxi indagine a carico di 101 imputati e 5 società per una sfilza di pre-pensionamenti nel settore editoria confezionati nonostante – come ritiene l’accusa – gli interessati non avessero i requisiti.

Pre-pensionamenti in odore di truffa: la procura completa l’indagine per 101 indagati e 5 società

Sul presunto maxi raggiro a piazzale Clodio i magistrati hanno appena firmato l’avviso di chiusura delle indagini, atto che in genere, anche se non automaticamente, prelude alla richiesta di apertura di un processo.

La contestazione di truffa ai danni dello Stato o di altro ente pubblico riguarda una serie di dirigenti, in particolare, del gruppo Gedi (l’impresa italiana multimediale attiva nel settore della stampa, comunicazione digitale, radiofonica che controlla pure il quotidiano La Repubblica), decine di dipendenti della società illecitamente pre-pensionati e due dipendenti dell’Inps preposti alle trattazioni di pratiche di rendita vitalizia presso le sedi Inps di Roma Monteverde e Roma Eur.

Secondo la procura – come riporta testualmente la contestazione – gli imputati in concorso tra loro avrebbero “fatto figurare come sussistenti i requisiti per l’accesso ai benefici di cui alla legge 416/81 al fine di ottenere il prepensionamento inducendo in errore l’Inps che erogava agli stessi i relativi ratei di pensione in realtà non spettanti così procurandosi il corrispondente, ingiusto ed ingente profitto costituito per i dipendenti prepensionati dalla indebita percezione della pensione in danno dell’istituto per complessivamente 22.282.776 di euro”, oltre ventidue milioni così “calcolati fino al mese di ottobre 2020”, precisa l’imputazione.

Le modalità del raggiro secondo la procura

Un artifizio che avrebbe portato vantaggi “per le società del gruppo Gedi dell’illecito risparmio dei costi del personale per un ammontare complessivo 38.916.274 al mese di ottobre 2020”, concludono gli inquirenti nella contestazione principale.

L’inchiesta della procura di Roma si sarebbero soffermata anche sul fittizio “demensionamento di alcuni ex dipendenti con qualifica di dirigenti del gruppo Gedi successivamente illecitamente pre-pensionati”.

In alcuni casi, sempre secondo la procura, alcuni dipendenti avrebbero fruito della Cigs, la cassa integrazione straordinaria, “e quindi del beneficio di collocamento a riposo anticipato riservato ai lavoratori del settore Editoria i quali successivamente continuavano a mantenere i rapporti con le società del gruppo mediante l’apertura di Partite Iva al fine di far ottenere (alle società del Gruppo) analoghe prestazioni”, riportano le carte giudiziarie.

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