Tecnologia laser restituisce colore all’Ara Pacis: al via le visite multisensoriali all’altare di Augusto

Dalle origini al recupero novecentesco, un itinerario notturno di luci e suoni all'Ara Pacis svela i segreti dei rilievi millenari e della loro rigogliosa natura

Il Museo dell’Ara Pacis Augustae è pronto ad inaugurare una nuova modalità di fruizione del patrimonio antico, trasformando la visita al monumento in un’esperienza immersiva totale. Attraverso l’uso sapiente di tecnologie digitali d’avanguardia, il racconto multimediale permette di superare la barriera del tempo, restituendo al pubblico non solo la comprensione storica dell’altare, ma anche la suggestione visiva dei suoi colori originari. Il progetto si configura come un itinerario guidato dalla luce, capace di far emergere dettagli che il bianco del marmo ha celato per secoli.

Dalle origini al recupero novecentesco, un itinerario notturno di luci e suoni all’Ara Pacis svela i segreti dei rilievi millenari e della loro rigogliosa natura

Il cuore tecnologico dell’esperienza, risiede in un sofisticato sistema di videomapping dinamico. Attraverso l’utilizzo di otto videoproiettori laser con risoluzione 4K, coordinati da un mediaserver centrale, i rilievi dell’Ara Pacis vengono mappati con precisione millimetrica.

Questa tecnologia non si limita a proiettare immagini, ma interagisce con l’architettura del museo, modulando luci e ombre in sincronia con la narrazione sonora. I visitatori, dotati di cuffie per un ascolto immersivo in italiano o inglese, vengono accompagnati lungo un itinerario dove la luce non è solo estetica, ma uno strumento di lettura che evidenzia dettagli spesso invisibili a occhio nudo, come i contorni dei panneggi o i piccoli abitanti del fregio vegetale.

Il risveglio dei colori e della natura

Uno dei punti di forza della visita è la restituzione filologica del colore. La scelta delle tinte proiettate non è frutto di fantasia, ma deriva da rigorose analisi di laboratorio e confronti con la pittura romana coeva, in particolare quella pompeiana. Particolarmente suggestiva è la rivelazione del grande fregio vegetale: un rigoglioso intreccio di acanto, zafferano, rose e ninfee che riacquista le sue sfumature naturali.

In questo microcosmo cromatico emergono creature minuscole come lucertole, lumache e farfalle, originariamente pensate per risaltare grazie alla pittura e oggi finalmente nuovamente distinguibili. Due candidi cigni ad ali spiegate dominano la composizione, fungendo da fulcro visivo di una natura che celebra la prosperità e la rinascita.

Le voci dei protagonisti e il percorso di visita

Il pubblico è invitato a seguire un itinerario articolato in quattro tappe fondamentali che si snodano attorno al recinto e all’interno dell’ambulacro. La narrazione non è affidata a una guida impersonale, ma alle voci dei protagonisti che hanno incrociato il destino dell’Ara.

Si tratta di personaggi della famiglia imperiale come Agrippa, Druso e Antonia Minore, che raccontano il progetto dinastico di Augusto, fino alle figure “mute” che ne hanno segnato la riscoperta, come i collezionisti del Cinquecento, i restauratori e gli archeologi del secolo scorso.

Sul fronte principale, il videomapping anima le figure mitiche di Enea e dei gemelli Romolo e Remo, ricollegando le origini della città alla gens Iulia. Sul retro, la grandiosità della dea Tellus e della dea Roma viene esaltata da una luce che ne sottolinea la regalità e il simbolismo legato alla pace e alla terra.

Cosa aspettarsi dall’esperienza

L’esperienza è pensata per un pubblico contenuto, con turni di massimo 25 persone, per garantire l’intimità del racconto e la migliore fruizione visiva possibile. La durata di circa 45 minuti permette un’immersione profonda senza risultare dispersiva.

Il passaggio all’interno del recinto, accanto all’altare vero e proprio, rappresenta il momento di massimo contatto con il monumento, dove la percezione dello spazio sacro si fonde con le suggestioni sonore. Il finale del percorso è dedicato alle vicissitudini umane del monumento: il pubblico scoprirà come l’Ara sia rimasta sepolta per oltre un millennio, per poi riaffiorare frammentariamente e venire infine ricomposta negli anni Trenta.

Si tratta di un viaggio che parte dall’antichità e arriva alla contemporaneità tecnologica, offrendo una chiave di lettura dinamica che trasforma il visitatore da spettatore passivo a testimone di una storia millenaria che, letteralmente, si svela davanti ai suoi occhi. La precisione dei proiettori laser garantisce che ogni dettaglio, ogni foglia d’acanto e ogni volto della processione imperiale riceva la giusta enfasi, rendendo la visita un connubio perfetto tra rigore scientifico e coinvolgimento emotivo.

Ecco un paragrafo tecnico con tutte le coordinate utili per pianificare la visita al Museo dell’Ara Pacis e partecipare all’esperienza immersiva.

Informazioni pratiche: orari, contatti e modalità di accesso

L’esperienza multimediale “L’Ara si rivela” è ospitata presso il Museo dell’Ara Pacis, situato in Lungotevere in Augusta (all’angolo con via Tomacelli). Per godere appieno degli effetti del videomapping, la visita è fruibile esclusivamente nelle ore serali di venerdì, sabato e domenica. Dal 27 al 29 marzo e nel weekend pasquale (3-6 aprile), gli ingressi sono previsti dalle 20:00 alle 22:00, mentre a partire dal 10 aprile l’orario slitterà dalle 21:00 alle 23:00.

Tutte le info su riduzioni previste, sul sito www.arapacis.it, presso i Tourist Infopoint o nelle biglietterie dei Musei Civici. Per assistenza diretta e ulteriori dettagli, è attivo tutti i giorni il call center 060608.