Ottavo Municipio, tutti in piazza contro la colata di cemento: Montagnola in prima fila

No al cemento: il 28 febbraio corteo dei Comitati cittadini contro le pesanti trasformazioni del territorio. Una protesta che va dagli ex Mercati Generali alla Montagnola 

Una manifestazione del Comitato Ama Montagnola - no a altri palazzi

Troppo cemento. Monta sempre di più la protesta nell’VIII Municipio, il più “rosso” della città, quello guidato dal minisindaco Amedeo Ciaccheri. Tanto che per il 28 febbraio, da Largo delle Sette Chiese, è previsto un corteo organizzato dal Comitato Ex Mercati Generali, al quale hanno già aderito il Comitato Caravaggio di Tormarancia e il Comitato “Ama Montagnola No altri palazzi”.

No al cemento: il 28 febbraio corteo dei Comitati cittadini contro le pesanti trasformazioni del territorio. Una protesta che va dagli ex Mercati Generali alla Montagnola

Il tema che unisce le diverse anime del Municipio è proprio la cementificazione che tanti cittadini reputano “selvaggia”, “speculativa” e su terreni per lo più comunali.

Negli ex Mercati Generali di via Ostiense si sta giocando anche una buona fetta della credibilità del Campidoglio. Spiegano dal Comitato: “Lo scorso 11 novembre 2025, senza alcun percorso di partecipazione previsto e con pochissime informazioni alla cittadinanza, il Comune di Roma ha siglato una convenzione con la multinazionale texana Hines per la concessione per 60 anni dell’area degli Ex Mercati Generali.

Un’area di circa 9 ettari nel cuore di Roma ‘regalata’ a un privato che, a fronte di un canone di concessione irrisorio di 165.000 euro l’anno, intende realizzare parcheggi, attività commerciali e un’enorme struttura turistico-ricettiva (spacciata furbamente per “studentato”) di dieci piani con posti letto a 500 euro e stanze a 1050 euro al mese IVA esclusa. Il tutto dovrebbe portare a circa 32 milioni di euro di ricavi annui secondo le stime del progetto preliminare“.

Di contro si chiede “il restauro degli edifici storici per uso pubblico e gratuito, un’area naturale curata, libera e accessibile, zero consumo di suolo e soprattutto il blocco del progetto e dei lavori e la revoca della concessione a Hines”.

Sulla stessa onda è anche il Comitato Ama Montagnola No altri Palazzi. Qui, nel quartiere tra la Laurentina e l’Eur, l’Azienda della Municipalizzata Ama possiede un deposito in quasi dismissione. Terreno che il Comune aveva concesso alla Spa a suo tempo per il ricovero dei mezzi di pulitura delle strade e per gli autocompattatori.

Due ettari che, d’improvviso, sono al centro di una disputa. Con una delibera approvata lo scorso 15 maggio, l’Assemblea Capitolina ha dato l’ok per un progetto di “rigenerazione urbana” affidato per 100 milioni di euro al fondo Dea Capital Real Estate.

Rigenerazione urbana” è la parolina magica più in voga nell’Urbe e fa riferimento alla legge regionale numero 7 del 2017, leitmotiv di scontro/confronto tra tanti dei Comitati romani e il Comune.

Anche alla Montagnola, secondo quanto deciso dal Campidoglio è prevista una rivoluzione urbanistica: nuovi uffici dell’Ama, un museo della Polizia (per altro non richiesto dai residenti, ma sfrattato dalla ex Fiera di Roma), forse un presidio sanitario, attività commerciali di prossimità, un parcheggio sotterraneo e verde.

Quanto verde? Non troppo a giudicare dalla delibera, visto che i restanti 24.650 mq saranno destinati a residenziale. Quindi altri edifici, probabilmente in verticale, per ospitare circa 200 appartamenti di medio lusso per 600/800 nuovi residenti.

Allarme cementificazione

Simonetta Novi, consigliera civica dell’VIII Municipio, sottolinea: “Tutti vogliamo la riqualificazione di un ex plesso industriale ormai in disuso. Ma su un compendio di appena di due ettari e in un quadrante afflitto da problematiche enormi legate alla mancanza di pressione dell’acqua ai piani alti, di traffico congestionato e di mancanza di parcheggi, non può arrivare una cementificazione così importante – la più importante del nostro quadrante – su quella che è una proprietà di Roma Capitale ceduta ad Ama per i suoi scopi istituzionali, non per operazioni immobiliari“.

Il Comitato di Montagnola lamenta anche la mancanza di confronto con il Campidoglio e il Municipio. “Hanno già deciso le cubature senza interpellarci – commentano – e questo non è regolare, non rispetta i canoni previsti dalla legge Regionale“.

Il presidente Ciaccheri però rassicura: “Ci saranno verifiche urbanistiche, un cronoprogramma e incontri con i residenti”. Ma l’amarezza è tanta: “Siamo circondati – concludono dal Comitato – dalla ex Fiera di Roma a Piazzale dei Navigatori, passando per Caravaggio, ex Mercati Generali e fino a noi è in atto una trasformazione gravissima, un vero e proprio sacco nel nome del profitto“.

Preoccupazione legittima a giudicare dai numeri forniti dall’ultimo Rapporto di Scenari Immobiliari: il patrimonio gestito da fondi e Reit (Real Estate Investment Trust) nella Capitale supera i 6,4 milioni di metri quadrati, pari al 15% del totale nazionale, con una previsione di raddoppio entro i prossimi cinque anni.

Una colata di nuovo cemento per un ceto medio alto, mentre l’emergenza casa per le fasce più deboli resta tale.  Siamo sicuri che sia questa la “cura” per la Roma del Terzo Millennio?