Sventato colpo hi-tech in una banca di Roma: dietro a piano e raid armato, 5 “ingegneri del crimine” italiani (VIDEO)

Il colpo in banca pianificato all'alba della banda del buco: auto rubate e frequenze radio riservate nella strategia per eludere i controlli 

Il “ciak” dei criminali è stato interrotto prima ancora di iniziare dal coordinamento millimetrico della Polizia di Stato, che ha sventato il colpo della banda del buco, nion la classica banda di specialisti, ma degli autentici “ingegneri del crimine” che avevano trasformato un istituto di credito nel quartiere Colli Aniene nell’obiettivo di un assalto studiato a tavolino.

Il colpo in banca pianificato all’alba della banda del buco: auto rubate e frequenze radio riservate nella strategia per eludere i controlli

L’intervento della Squadra Mobile poco dopo l’alba mentre stava andando in scena il colpo hi-tech progettato prima dell’apertura degli uffici. Cinque uomini, descritti come veri e propri “ingegneri del crimine” per la precisione logistica impiegata, sono finiti in manette, interrompendo una strategia che combinava le classiche tecniche di scavo a moderne comunicazioni radio in tempo reale.

Due volti noti sotto la lente degli investigatori

L’indagine è partita dall’occhio attento degli investigatori della Sezione Antirapina, che durante i servizi di controllo del territorio avevano notato movimenti sospetti nel circondario di una banca.

Così sotto osservazione, sono finiti due uomini, volti già noti agli archivi delle forze dell’ordine per una rapina messa a segno anni fa con la medesima tecnica del “buco”. La loro presenza persistente nel quadrante di Colli Aniene ha immediatamente suggerito che un nuovo piano fosse in fase di elaborazione. Da quel momento, la Polizia ha avviato un’attività di intercettazione e osservazione dinamica, sovrapponendosi silenziosamente allo schema operativo dei malviventi.

Un protocollo operativo hi-tech con radio e vedette mobili

La documentazione raccolta dagli agenti restituisce il quadro di un’organizzazione paramilitare con una rigida divisione dei ruoli. La banda non lasciava nulla al caso: mentre una vettura fungeva da vedetta fissa con visuale diretta sull’ingresso della banca, un’altra auto rubata effettuava continui “passaggi dinamici” per il contro-pedinamento, pronta a segnalare l’eventuale arrivo di pattuglie.

Il tutto era coordinato tramite walkie-talkie sintonizzati su frequenze dedicate, che garantivano un filo diretto costante tra i “pali” esterni e gli uomini impegnati negli scavi sotterranei. Questo sistema permetteva di lavorare al foro d’accesso durante la notte con la sicurezza di non essere sorpresi.

Il blitz armato

Il piano prevedeva di completare il passaggio attraverso un ingresso secondario durante la notte, mascherare l’intrusione e colpire all’alba sfruttando l’effetto sorpresa all’apertura dell’istituto.

Tuttavia, gli agenti della Mobile hanno cinturato l’area d’azione, chiudendo ogni via di fuga prima che la banda potesse entrare in azione.

Durante l’arresto, uno dei cinque è stato trovato in possesso di un’arma rifornita di caricatore e munizioni, e le successive perquisizioni hanno portato al sequestro di un kit professionale: ricetrasmittenti, arnesi atti allo scasso, guanti in lattice e passamontagna. Nelle tasche di un indagato è stata rinvenuta perfino la chiave del lucchetto che custodiva i locali manomessi per l’irruzione.

La custodia cautelare a Rebibbia

I cinque arrestati, tutti italiani di età compresa tra i 26 e i 53 anni, sono stati associati al carcere di Rebibbia. L’Autorità Giudiziaria, coordinata dal Dipartimento criminalità grave e diffusa della Procura di Roma, ha già convalidato l’operato della Polizia, disponendo la custodia cautelare.

Gli indagati sono ora gravemente indiziati di tentata rapina aggravata, detenzione e porto abusivo di arma da sparo e ricettazione. È importante sottolineare che, trovandosi nella fase delle indagini preliminari, per tutti vige il principio di presunzione di innocenza fino a un eventuale accertamento definitivo con sentenza irrevocabile.