Mentre il mondo sembra scivolare sempre più velocemente verso l’abisso della conflittualità permanente, c’è una comunità che sceglie di fermarsi per guardare verso l’alto e verso l’altro. Il cammino di preghiera per la pace che si apre a Roma e che non è solo un evento liturgico, ma un atto di resistenza spirituale.
Sulle orme di San Francesco: nell’ottavo centenario della morte del Poverello di Assisi, l’iniziativa del cammino proposta dal cardinale Reina per i popoli in guerra
Tra le immagini di distruzione che entrano quotidianamente nelle case, arriva così l’invito della Diocesi di Roma di trasformare la commozione passiva in un impegno attivo. È l’abbraccio della città verso i sofferenti, un ponte invisibile costruito con le parole della preghiera e la solidità della presenza fisica, per dire che nessuna guerra è troppo lontana per non riguardare il cuore dell’uomo.
L’appello del Cardinale: passare dalle parole ai fatti
L’anima dell’iniziativa risiede nelle parole accorate del Cardinale Vicario Baldo Reina. Nella sua lettera di invito, il porporato non usa mezzi termini: “È ormai davvero il tempo di far seguire alle parole i fatti”.
Non basta più parlare di pace; occorre incarnarla. Il Cardinale ci ricorda che in questo 2026, anno in cui ricorre l’ottavo centenario della morte di san Francesco d’Assisi, l’esempio del Poverello è più attuale che mai. Affidare al Signore il dolore degli innocenti e le lacrime dei sofferenti significa prendersi carico della speranza di chi oggi attende giustizia sotto i bombardamenti o dietro i fili spinati delle frontiere.
Il programma e il calendario degli incontri
L’iniziativa si snoda attraverso un percorso cadenzato, pensato per accompagnare i fedeli e gli uomini di buona volontà per tutta la prima parte dell’anno. Gli appuntamenti si terranno presso la suggestiva e storica Basilica di Santa Croce in Gerusalemme, luogo simbolo della cristianità romana che custodisce le reliquie della Passione.
Il cammino inizierà ufficialmente lunedì 26 gennaio 2026 e proseguirà con cadenza mensile ogni ultimo lunedì del mese, fino ad aprile, con queste date da segnare in agenda: il 26 gennaio; il 23 febbraio; il 30 marzo e il 27 aprile.
Ogni incontro sarà un momento di riflessione profonda, strutturato per favorire l’ascolto della Parola di Dio, la testimonianza e l’invocazione comunitaria.
Come partecipare e chi organizza
La partecipazione è aperta a tutti: giovani, famiglie, religiosi e chiunque senta l’esigenza di contribuire a una cultura di pace. Non è necessaria la prenotazione, ma è gradita la puntualità per favorire il clima di raccoglimento.
L’organizzazione è frutto di una sinergia preziosa all’interno della diocesi: il Centro Missionario diocesano lavora fianco a fianco con l’Ufficio diocesano per la Pastorale Sociale e del Lavoro. Questa collaborazione sottolinea come la pace non sia un concetto astratto, ma sia strettamente legata alla giustizia sociale e alla dignità del lavoro. Fondamentale è anche il supporto del Movimento per la Pace Pax Christi, da sempre in prima linea nel promuovere il disarmo e la riconciliazione tra i popoli.
Lo spirito di San Francesco nel 2026
Il 2026 non è un anno qualunque. Celebrare gli ottocento anni dalla morte di san Francesco significa riscoprire la preghiera “Signore, fa’ di me uno strumento della tua pace” non come un pio desiderio, ma come un programma di vita.
Il cammino di Santa Croce in Gerusalemme punta proprio a questo: trasformare ogni partecipante in un “costruttore di concordia”. Come ricordato dal Cardinale Reina, il Principe della Pace chiama ciascuno di noi a essere testimone di speranza, portando la luce della riconciliazione laddove oggi regnano l’oscurità del conflitto e l’odio fratricida. Roma, città della pace, si riscopre così ancora una volta faro di spiritualità e impegno civile.


















