“Questa nuova nomina, l’ennesima poltrona della gestione Gualtieri, è l’emblema di una gestione fallimentare che evidenzia la volontà di accentramento dei poteri“. Non usa mezzi termini Renzo Pallotta, Segretario di Forza Italia del X Municipio, nel commentare l’annuncio della creazione di una nuova figura di “Direttore del Litorale” da parte dell’amministrazione Gualtieri. Una decisione che, secondo Pallotta, rappresenta la cartina al tornasole di una strategia amministrativa che ha trasformato il decentramento in un vero e proprio accentramento delle competenze.
Il Segretario municipale di Forza Italia Renzo Pallotta: “Il Campidoglio, dopo aver svuotato di poteri il X Municipio, annuncia la nomina di un Direttore del Litorale: una nuova poltrona di fronte a una gestione disastrosa delle spiagge”
“Voglio essere chiaro”, precisa subito Pallotta, “non si tratta di una critica disfattista rispetto alla possibilità di correggere il tiro dopo la presa d’atto del fallimento della gestione delle spiagge. Il problema è che questa scelta conferma definitivamente un’inversione di tendenza che porta dal decentramento amministrativo ad un vero e proprio accentramento di tutte le competenze al Campidoglio“.

La cronologia di un disastro annunciato
Al centro delle critiche di Pallotta c’è la decisione dell’amministrazione Gualtieri di istituire l’ennesima figura dirigenziale dedicata al litorale – il Direttore del Litorale annunciato dal consigliere Yuri Trombetti – in un contesto già caratterizzato dal fallimento della procedura di gara per le concessioni balneari dello scorso febbraio e dai disastrosi ritardi della stagione estiva 2025.
“Siamo di fronte a un paradosso amministrativo di una gravità inaudita“, attacca Pallotta ricostruendo la cronologia degli eventi. “Prima hanno svuotato l’ufficio municipale, che da anni si occupava del litorale, lasciandolo senza personale e funzionari, per renderlo così del tutto inadeguato. Hanno letteralmente tolto l’ossigeno al Municipio, “costringendo” di fatto il presidente Falconi a restituire la delega del litorale al Sindaco il 1° novembre 2023. E ora proliferano le figure all’interno del Dipartimento della Valorizzazione del Patrimonio e Politiche Abitative. È la morte programmata del decentramento amministrativo di Ostia e del X Municipio“.
La strategia, secondo Pallotta, è chiara: “Prima indeboliscono le strutture municipali, poi si riprendono le competenze giustificando tutto con l’inefficienza che loro stessi hanno creato. È un disegno preciso per centralizzare tutto al Campidoglio“.
La moltiplicazione delle poltrone
Il riferimento è alla sequenza di nomine che ha caratterizzato la gestione del litorale dopo il passaggio di competenze: prima l’ufficio di scopo affidato al vicecapo di Gabinetto Nicola De Bernardini nell’agosto 2024, poi la sua nomina a direttore dell’Ufficio di scopo annunciata il 30 settembre 2025, ora l’annuncio del nuovo Direttore del Litorale che, secondo Trombetti, “lavorerà dodici ore al giorno solo su questa materia“.
“È la dimostrazione di un’amministrazione che prima smantella il decentramento e poi cerca di nascondere le proprie inefficienze dietro la creazione di nuove strutture burocratiche“, incalza il Segretario di Forza Italia; proprio per questo Forza Italia porterà avanti nei prossimi mesi la battaglia per riportare nel X Municipio quei poteri e quell’autonomia necessaria per governare nel miglior modo possibile un territorio strategico.
Il fallimento della gara: indagini della Guardia di Finanza e della Procura
Pallotta ricostruisce poi il disastro della gara per l’affidamento delel concessioni marittime e degli stabilimenti balneari: “Dopo aver centralizzato tutto, abbiamo assistito al completo fallimento della gara per l’affidamento di 31 concessioni demaniali marittime. La procedura, bandita a febbraio con grande fanfara da Gualtieri, che si vantava di aver finalmente messo al bando le spiagge demaniali nel rispetto della Bolkestein, è risultata viziata dalla mancanza di controlli adeguati sui partecipanti, tanto che sono seguite esclusioni e persino indagini, prima, della Guardia di Finanza e, poi, della Procura di Roma“.
La gravità della situazione emerge chiaramente dal coinvolgimento degli organi inquirenti. Ed è un dato di fatto che non sono state ancora pubblicate le graduatorie definitive di quelle gare mentre si vocifera che l’amministrazione intenda annullarle in autotutela.
Il PUA, la toppa peggiore del buco
Ma c’è di più. Per coprire l’imbarazzo di gare che non hanno portato ad alcuna assegnazione, l’amministrazione ha tirato fuori dal cilindro il Piano di Utilizzazione degli Arenili (PUA), solo annunciato nell’agosto 2022 e oggi spacciato come “strappo in avanti“. Il Campidoglio annuncia una revisione rispetto aL PUA già approvato: non più lotti di concessioni fino a 10 stabilimenti, demolizioni degli impianti a ridosso del Pontile, nuove spiagge libere fino al 65% del totale della costa contro il 50% fissato dalla Regione. “Una presa in giro“, tuona Pallotta. “Il PUA doveva essere approvato prima di bandire le gare, non dopo il loro fallimento. È come costruire le fondamenta dopo aver fatto crollare la casa facendo credere i cittadini che sia stata una scelta strategica“.
Il Segretario di Forza Italia non usa mezzi termini: “Questo PUA tardivo è la confessione di incapacità e colpevolezza di un’amministrazione che ha proceduto a tentoni, senza una programmazione seria. Prima bandiscono gare illegittime, poi si accorgono che mancava lo strumento di pianificazione fondamentale. È il simbolo di un’improvvisazione che costa cara ai cittadini romani“.
I ritardi, un’estate compromessa
I fallimenti non si sono fermati alle procedure di gara. La stagione balneare 2025 a Capocotta ha avuto un avvio ritardato a causa di ritardi burocratici nell’assegnazione dei chioschi e dei relativi servizi, inclusi i bagni e il servizio di salvataggio. A Castelporziano i servizi sono stati attivati solo dal 17 agosto. E sulle spiagge libere urbane i chioschi sono arrivati solo a ottobre.
“Sebbene la stagione balneare ufficiale fosse iniziata a maggio 2025, l’effettiva operatività dei servizi a Capocotta ha subito un forte ritardo, con l’apertura effettiva avvenuta solo intorno al 13 agosto 2025“, spiega Pallotta. “Fino all’effettiva apertura, le spiagge libere mancavano dei servizi essenziali previsti, come i bagni, le docce e il servizio di salvataggio. Questa situazione ha generato disagi e polemiche tra i frequentatori e i residenti“.
I problemi sono stati causati dalla lentezza delle procedure amministrative per l’assegnazione dei lotti, che hanno impedito la fornitura tempestiva dei servizi necessari, ritardandone l’attivazione ad agosto inoltrato. Una gestione che ha compromesso gran parte della stagione estiva, nonostante l’elevata affluenza di persone nei fine settimana. Il ritardo dell’avvio delle procedure amministrative per l’assegnazione dei lotti è il segno evidente di una carenza di pianificazione dell’ufficio che non è riuscito a garantire tempestività nei servizi ai cittadini.
La responsabilità del RUP
Durissima la critica al RUP (Responsabile unico della procedura) delle gare per l’assegnazione degli stabilimenti balneari: “L’opera del Responsabile Unico del Procedimento Antonucci merita un approfondimento serio. Come si può gestire a livello centrale una gara di tale portata senza effettuare i controlli dovuti sui partecipanti? Le conseguenze sono sotto gli occhi di tutti: esclusioni a posteriori e indagini prima della Guardia di Finanza e poi della Procura di Roma“.
Il coinvolgimento degli organi inquirenti evidenzia la gravità delle irregolarità riscontrate nella gestione della procedura, sollevando interrogativi sulla competenza e sulla diligenza con cui è stata condotta la gara per l’affidamento delle concessioni demaniali.
Il cambio delle regole: possibile violazione al Codice degli Appalti
A complicare ulteriormente il quadro, emerge la questione del cambio delle regole sui chioschi delle spiagge libere attrezzate. A stagione balneare finita, infatti, il Campidoglio ha deciso di modificare le regole sulla gestione dei chioschi costruiti sulle spiagge libere. Scaduta la concessione demaniale marittima, l’Assessorato al Demanio e Patrimonio non ordina la rimozione dei chioschi, come da contratto, ma ne autorizza la permanenza anche durante l’inverno.
“Con questa decisione vengono alterate le condizioni originarie del bando di gara per le spiagge libere attrezzate – osserva Pallotta – Gli assegnatari delle spiagge libere attrezzate vengono palesemente favoriti rispetto a chi, a febbraio scorso, ha partecipato alla gara conteggiando i costi per l’obbligo di smontare i chioschi a fine stagione e di rimontarli all’inizio dell’estate 2026, non potendo neanche prevedere i possibili profitti ricavabili dalle aperture comprese tra novembre 2025 e aprile 2026. Valutiamo se si tratti di violazione del Codice degli Appalti o di turbativa d’asta“.
Il problema riguarda specificamente la gara per la gestione di nove spiagge libere urbane di Ostia, bandita il 14 febbraio scorso, dove in cambio della pulizia degli arenili e dell’assistenza ai bagnanti, l’amministrazione autorizzava il noleggio delle attrezzature balneari e la posa di chioschi. Le dimensioni dei chioschi non dovevano superare i 47,5 metri quadrati più 35 mq di pedane ombreggiate, con materiale ecocompatibile e di facile rimozione. Tra le condizioni poste dall’assessorato capitolino al Demanio e Patrimonio c’era anche quella che le opere avessero “carattere non permanente, in quanto la gestione delle aree demaniali dovrà essere compatibile con la destinazione temporanea e stagionale delle stesse“.
La strategia ossessiva del controllo centralizzato
“Voglio ribadire – conclude Pallotta – che non si tratta di opposizione preconcetta. Se l’amministrazione riconosce il fallimento della gestione attuale e vuole davvero correggere il tiro, lo faccia riportando le competenze dove devono stare: nei Municipi, vicino ai cittadini. Invece, quello che vediamo è l’esatto contrario: un accentramento che tradisce i principi costituzionali di decentramento amministrativo“.
“Non è accettabile – sottolinea Pallotta – che dopo aver smantellato il decentramento e svuotato le competenze municipali, ora si sprechino energie per moltiplicare poltrone dirigenziali invece di concentrarsi sul miglioramento dei servizi. Ostia e il X Municipio meritano rispetto, non questa strategia di centralizzazione mascherata che segna la morte dell’autonomia territoriale“.
La vicenda del litorale romano, secondo Pallotta, rappresenta un caso paradigmatico di come si possa trasformare una risorsa strategica in un laboratorio di inefficienza attraverso scelte amministrative sbagliate. “La previsione di una nuova figura di ‘Direttore del Litorale’ altro non è se non l’ammissione del fallimento della gestione attuale, ma invece di tornare al decentramento, si sceglie esattamente la strada opposta”.
“I fatti parlano chiaro – conclude il Segretario di Forza Italia del X Municipio – prima hanno svuotato il Municipio, poi hanno fallito nella gestione centralizzata con gare finite sotto indagine della Guardia di Finanza e della Procura, hanno dovuto inventarsi un PUA di emergenza per coprire le proprie magagne, ora moltiplicano le figure dirigenziali. È l’inversione completa dei principi di buona amministrazione e di vicinanza ai cittadini che dovrebbero guidare ogni ente pubblico“.
















