Hanno seguito il suono di un richiamo elettronico per contrastare il bracconaggio, ma invece di trovare un cacciatore di frodo si sono ritrovati a denunciare una guardia venatoria volontaria, dotata di tesserino Federcaccia e incaricata – almeno sulla carta – di vigilare sul rispetto delle norme. È l’incredibile episodio con cui, l’altra mattina, si sono confrontati i carabinieri forestali di Guidonia, impegnati con la Lipu nei controlli dell’operazione “Recall 10”.
Blitz anti-bracconaggio vicino Roma: una guardia Federcaccia denunciata per l’uso di richiamo elettronico vietato. Sequestrati fucile e munizioni
Il protagonista è un 70enne romano fermato nelle campagne di Palombara Sabina, che ha provato a giustificarsi dicendo di essere lì per “fare birdwatching”. Una versione ritenuta del tutto inverosimile: l’uomo aveva infatti con sé un fucile, nessun binocolo e nel carniere quattro tordi appena abbattuti.
Per lui è scattata la denuncia per l’utilizzo di richiami elettromagnetici, pratica vietata da normative nazionali e europee. Sotto sequestro sono finiti il dispositivo acustico, il fucile e munizioni. I forestali hanno inoltre inoltrato due segnalazioni: una alla Questura, per la possibile sospensione o revoca del porto d’armi, e una alla Regione per le valutazioni sul tesserino di guardia venatoria.
Altre denunce nella stessa operazione
Nel corso del blitz, esteso a un’ampia area tra la periferia romana e Guidonia Montecelio, sono emersi altri due casi di bracconaggio. A Corcolle è stato denunciato un 25enne sorpreso a cacciare senza licenza e con porto d’armi scaduto. Un altro intervento, nei pressi della Tiburtina, ha portato alla denuncia di un 60enne di Tivoli che stava utilizzando un richiamo elettromagnetico per attirare gli storni, specie la cui caccia è vietata.
A entrambi sono stati sequestrati i fucili e un totale di 55 munizioni.
Un bilancio che si aggrava
Dall’apertura della stagione venatoria, i controlli dei carabinieri forestali di Guidonia e della Lipu contro il bracconaggio e non solo hanno prodotto – come scrive Elena Ceravolo sul Messaggero – nove denunce e il sequestro complessivo di 11 fucili, decine di munizioni, sei richiami acustici, 28 allodole usate come richiami vivi e una trentina di carcasse di uccelli catturati illegalmente.
All’inizio di settembre era stata individuata una vera e propria “centrale” acustica a Colle Rosa: dispositivo in grado di riprodurre 148 versi di uccelli diversi, probabilmente utilizzato da più gruppi di bracconieri per attirare le prede lungo le rotte migratorie.
Altra sanzione per maltrattamento
Nella giornata di ieri, sempre nell’ambito delle attività di tutela animale, i forestali di Guidonia hanno inflitto una multa da 1.000 euro a un 55enne che aveva lasciato il proprio cane legato con una catena a un albero in un appezzamento agricolo di Tivoli, applicando la recente “legge Brambilla”.


















