Con la fine della stagione estiva e l’arrivo dei mesi autunnali, il lungomare di Ostia torna al centro del dibattito cittadino per le condizioni di abbandono in cui versano alcune strutture balneari non operative. A suscitare l’indignazione di residenti e frequentatori della zona, sono le condizioni dell’ex stabilimento Arcobaleno beach, su Lungomare Paolo Toscanelli. Immagini virali sui gruppi social mostrano in alcuni punti della struttura, serrande sollevate ed entrate accessibili anche nelle ore serali.
La protesta sul declino autunnale del lungomare e dello storico stabilimento Arcobaleno beach, inattivo dopo i sigilli
A segnalarlo alcuni residenti. attraverso immagini e post pubblicati sui gruppi social del quartiere, che mostrano come la struttura presenti in alcuni punti serrande sollevate ed entrate accessibili anche nelle ore serali, in assenza di adeguate barriere protettive.
Una situazione, secondo quanto lamentato dalla comunità locale, che trasformerebbe l’ex lido in un punto di riparo improvvisato durante la notte “alla mercé degli sbandati”, alimentando preoccupazioni per il decoro urbano della costa cittadina.
Le segnalazioni della comunità e il nodo della sicurezza
La presunta presenza di persone che accederebbero liberamente all’interno dell’Arcobaleno e del vicino stabilimento Vittoria, sta generando malumori tra chi abita nelle vie adiacenti.
Gli utenti del web e i cittadini del quartiere segnalano un viavai notturno che rischia di incidere negativamente sulla vivibilità della zona. Tante le testimonianze diffuse sui canali social di chi vive il territorio quotidianamente:
“Sia l’Arcobaleno che il Vittoria sono diventati dormitori da mesi – secondo quanto riferito dai residenti che avrebbero sporto denuncia sulla presenza di soggetti inquietanti che scavalcano. “Tra questi tanti sembrerebbero tossici o comunque persone in stato di alterazione” – evidenzia una utente sui social, che preferisce mantenere l’anonimato.
Tra i residenti prevale l’opinione che i provvedimenti di chiusura della struttura debbano essere accompagnati da interventi di messa in sicurezza costanti, evitando che la mancanza di custodia favorisca situazioni di degrado.
Dalle proteste di aprile per i sigilli alle vicende dello stabilimento storico
La vicenda dell’Arcobaleno si inserisce in un contesto articolato iniziato nella primavera scorsa. Nel mese di aprile 2026, una manifestazione organizzata da dipendenti, bagnanti e simpatizzanti si era svolta sotto la sede del X Municipio per protestare contro la chiusura del complesso balneare disposta dalla Procura per presunte difformità edilizie legate a documentazioni del 1974.
Durante il sit-in, caratterizzato dallo striscione “Arcobaleno è famiglia”, i partecipanti avevano difeso il valore storico e occupazionale della struttura, nata nel 1936 su progetto dell’architetto Luigi Moretti come Stabilimento Italia. I gestori hanno sempre sostenuto la regolarità della struttura, evidenziando di non aver apportato modifiche allo stato dei luoghi.
Le mobilitazioni di allora miravano a evitare che la struttura rimanesse inattiva, richiamando l’attenzione anche sul futuro del litorale romano e sulle perplessità legate al progetto comunale del Parco del Mare.
La richiesta di interventi risolutivi da parte delle istituzioni
I cittadini che risiedono nella zona antistante quel tratto di Lungomare, chiedono ora che alle segnalazioni inviate nel tempo segua una soluzione definitiva per la messa in sicurezza degli accessi.
Sebbene in passato siano stati effettuati interventi da parte delle forze dell’ordine per la chiusura dei varchi, i residenti lamentano che le barriere vengono rimosse o aggirate.
Le critiche espresse online si rivolgono alla gestione del territorio e alla necessità di un monitoraggio continuo: “Io avevo già segnalato questa estate… Le forze dell’ordine sono intervenute subito mettendolo in sicurezza! Ma i controlli devono continuare se non vogliamo che il degrado aumenti, favorendo anche agli fenomeni di criminalità ” il commento di una cittadina sui social.
La richiesta che sale dal quartiere dunque, è quella di sigillare in modo efficace gli ingressi dell’Arcobaleno e di garantire adeguati controlli serali lungo il Lungomare Toscanelli.
I fatti e le immagini riportati nell’articolo derivano da segnalazioni pubbliche, post e testimonianze diffuse dai residenti sui canali social. Resta salva la presunzione di regolarità e la piena disponibilità della redazione a raccogliere la replica dei soggetti interessati o delle autorità preposte.


















